docente alla cattedra
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Valutazione docenti, un argomento da sempre molto dibattuto: sono ampie e diverse le vedute a questo proposito. Basti pensare che, in occasione della Giornata Mondiale del docente, un sondaggio effettuato da Skuola.net, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Presidi di Roma e del Lazio, ha messo in evidenza come 8 studenti su 10 sarebbero d’accordo con l’istituzione di una vera e propria pagella per gli insegnanti, redatta periodicamente.

Valutazione docenti, Galiano: ‘Io voglio essere valutato, vorrei che qualcuno mi possa mostrare dove sbaglio e dove invece vado forte’

C’è chi ritiene, in merito alla questione, che la valutazione delle competenze e del lavoro svolto dai docenti possa rappresentare una fonte di energia, una fonte di nuova ispirazione: anche nel caso in cui la valutazione dovesse risultare negativa, aiuterebbe il docente ad analizzare e a migliorare la qualità del lavoro, delle conoscenze e competenze. Lungi, quindi, dall’essere giudicati come docenti ‘perfetti’, l’importante è riconoscere dove occorre migliorare, prendendo consapevolezza degli aspetti dove potersi migliorare. 

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Lo scrittore Enrico Galiano non si nasconde in merito all’argomento particolarmente scottante: ‘Io voglio essere valutato – ha dichiarato senza mezzi termini – Mi piace l’idea che ci sia qualcuno che mi dica se sto facendo bene o se sto facendo male. Lo vorrei proprio qualcuno che mi mostri dove sbaglio, dove posso migliorarmi, dove invece vado forte. Siamo una delle poche categorie che gode di una sorta di intoccabilità – aggiunge Galiano – È vero che siamo sempre sotto l’osservazione stretta dei nostri studenti, ma dobbiamo avere l’onestà di ammettere che è una posizione sbilanciata in cui noi deteniamo sempre il coltello o, per essere più precisi, il registro dalla parte del manico‘.

‘Dopo l’anno di prova alla fine del precariato è tutta prateria, per noi – afferma da docente Enrico Galiano – nessuno che ci possa mettere per iscritto se stiamo andando bene o male, cosa dobbiamo curare di più, cosa perfezionare. A meno che non combiniamo guai grossi, è tutto riposto nella nostra buona volontà di migliorarci oppure no, di tenerci al passo o riproporre per trent’anni sempre le stesse identiche lezioni’.