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CCNL scuola

Rinnovo contratto scuola, arrivano importanti novità per quanto riguarda la trattativa relativa al rinnovo del CCNL, un contratto che avrebbe dovuto essere già in vigore da quasi un anno. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, starebbe, infatti, valutando l’ipotesi di una firma del contratto in due tempi. 

Rinnovo CCNL scuola, il ministro Valditara sta lavorando all’ipotesi di una firma in due tempi

Secondo quanto riporta l’edizione odierna di ‘Italia Oggi’ (martedì 8 novembre 2022), il nuovo ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, starebbe pensando ad una firma del contratto in due tempi. Un po’ come avvenne nel 2007 con il governo Prodi, sotto la guida dell’ex ministro Giuseppe Fioroni.

L’obiettivo è quello di arrivare alla firma del contratto prima dell’approvazione della nuova legge di Bilancio: lo stesso Valditara, in una recente intervista, ha sottolineato come, con la nuova manovra finanziaria, arriverà un segnale concreto sui temi avvertiti come prioritari dagli operatori del mondo della scuola, compreso il tema delle retribuzioni e della valorizzazione.

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L’ipotesi sarebbe quella di non toccare i fondi per la valorizzazione dei docenti ma, comunque, inserire nel contratto un rimando ad una sequenza contrattuale successiva finalizzata al riconoscimento dei benefici economici dopo l’approvazione di finanziamenti aggiuntivi. 

Aumenti stipendio e arretrati previsti entro dicembre, dal 2023 seconda tranche di incrementi salariali: l’ipotesi allo studio

In buona sostanza, si procederebbe subito (entro il mese di dicembre) con gli aumenti di stipendio previsti, a legislazione vigente, e con gli arretrati maturati negli ultimi 4 anni. Dal prossimo anno, poi, si arriverà ad una seconda tranche di aumenti in seguito allo stanzionamento di nuove risorse finanziarie che andranno ad aggiungersi ai fondi messi a disposizione dal governo Draghi.

L’alternativa, come riporta ‘Italia Oggi’, sarebbe quella di destinare subito al contratto le risorse del comma 592 della legge 205/2017 (ovvero i 300 milioni circa del fondo per la valorizzazione della professionalità del docente) e inserire in legge di Bilancio il finanziamento di un nuovo fondo per la valorizzazione, modificandone quindi anche le finalità e rendendole più omogenee con gli orientamenti della nuova maggioranza’.

Questa possibilità sarebbe più gradita dai sindacati ed è anche la strada tentata dall’ex ministro Bianchi per arrivare all’auspicato aumento ‘a tre cifre’. Ora tutto è nelle mani del nuovo governo: vedremo quale linea passerà e come verrà utilizzato il fondo per la valorizzazione dei docenti che, ormai, sembra essere diventato la ‘chiave’ per la risoluzione della questione aumenti stipendiali.