ricorso
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Aggiungiamo al già pieno carnet, una nuova sentenza che riconosce gli scatti di anzianità anche per il periodo di precariato. Ad emetterla è stato il Tribunale di Verona, sezione Lavoro. Il ricorso era di un docente di scuola secondaria, già immesso in ruolo nel 2017, che aveva svolto sin dall’a.s. 2006/07 diversi incarichi di supplenza con contratti annuali o fino al termine delle attività didattiche. Il docente non si è accontentato dello scatto a lui assegnato (3-8), e ha richiesto al giudice di poter ottenere la giusta posizione, anche in base al lavoro svolto come supplente.

Servizio preruolo e gradone stipendiale

Il giudice ha condannato il Ministero “al pagamento delle differenze retributive derivanti dal riconoscimento della progressione stipendiale”, specificando che si tratta “evidentemente di somme di natura retributiva e non risarcitoria, che maturano mese per mese”. Inoltre, ha detto il giudice “sulle differenze retributive dovute andrà riconosciuta la maggior somma tra gli interessi legali e la rivalutazione monetaria dal dì del dovuto fino al saldo”.

Al docente sono stati assegnati quasi 2.500 euro più interessi. Ancora una volta, il Tribunale ha ricordato “i principi di diritto” che sono stati “precisati e ribaditi dalla Suprema Corte nella sentenza n.20918/19”, in base al quale “la Corte è pervenuta sulla base delle indicazioni fornite dalla Corte di Giustizia, la quale da tempo ha affermato che la clausola 4 dell’Accordo esclude in generale ed in termini non equivoci qualsiasi disparità di trattamento non obiettivamente giustificata nei confronti dei lavoratori a tempo determinato, sicché la stessa ha carattere incondizionato e può essere fatta valere dal singolo dinanzi al giudice nazionale, che ha l’obbligo di applicare il diritto dell’Unione e di tutelare i diritti che quest’ultimo attribuisce, disapplicando, se necessario, qualsiasi contraria disposizione del diritto interno”.

Scatti di anzianità e servizio pre-ruolo

Non è la prima volta che parliamo del diritto dei precari, sia docenti che ATA, a vedersi riconosciuti gli anni di servizio preruolo nella ricostruzione di carriera. Secondo Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, “lo Stato sugli scatti stipendiali da considerare per tutto il periodo di precariato nega l’evidenza e si fa male con le proprie ‘mani’. È un diritto del lavoratore.

Il giudice, riportando l’ordinanza del 2017, ha scritto che “nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato;

” Al personale scolastico non di ruolo assunto a tempo determinato spetta, in applicazione del divieto di discriminazione di cui alla clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva n. 99/70/CE, di diretta applicazione, il trattamento retributivo secondo il sistema di progressione professionale per fasce di anzianità previsto per gli assunti a tempo indeterminato, con conseguente disapplicazione di ogni normativa contrattuale contraria” (Cass. nn. 22558 e 23868 del 2016)”.

LA SENTENZA