Anno di prova
Anno prova

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso noto la bozza della circolare relativa all’anno di prova e formazione per i docenti neo assunti del corrente anno scolastico 2022/23: come già abbiamo accennato in un precedente articolo, la bozza presentata ai sindacati lo scorso 14 novembre conferma quanto previsto dal Decreto Ministeriale N. 226/2022. A breve si attende l’ufficializzazione del testo, che dovrebbe confermare quanto contenuto nella bozza, anche se i sindacati hanno formulato alcune richieste ben precise. Di seguito, riportiamo i chiarimenti forniti da Flc-Cgil sui docenti che non sono tenuti a svolgere il percorso di formazione e le osservazioni mosse dal sindacato.

Docenti esentati dal sostenere l’anno di prova

In una scheda molto dettagliata, la Flc-Cgil sintetizza quanto contenuto nella bozza ministeriale relativa all’anno di prova. In essa si chiarisce chi sono i docenti esentati dallo svolgere il percorso di formazione annuale, ovvero:

  • I docenti che lo abbiano già svolto nello stesso grado di nuova immissione in ruolo;
  • Coloro che abbiano ottenuto il rientro in un precedente ruolo nel quale lo abbiano già svolto;
  • Docenti già immessi in ruolo con riserva, che abbiano superato positivamente l’anno di formazione e di prova e siano nuovamente assunti per il medesimo ordine o grado;
  • Coloro che abbiano ottenuto il trasferimento da posto comune a sostegno e viceversa nell’ambito del medesimo grado;
  • Coloro che abbiano ottenuto il passaggio di cattedra nello stesso grado di scuola.

Richieste e osservazioni sollevate da Flc-Cgil

Il sindacato ha presentato delle richieste ben specifiche al ministero per chiarire meglio alcuni aspetti riguardanti l’anno di prova previsti nella bozza. In particolare, dopo aver sollecitato l’amministrazione a rendere noto i dati sulle immissioni in ruolo 2022/23, ha richiesto di precisare meglio “che le attività previste siano esattamente pari a 50 ore, mentre il testo proposto parlava di ”almeno” 50 ore”, per non incorrere in ambiguità. In merito al Patto per lo sviluppo professionale e laboratori formativi, ha chiesto chiarimenti su cosa si intenda per “personalizzazione del percorso formativo”, visto che i laboratori sono disposti dalle scuole polo, mentre il patto per lo sviluppo professionale è stabilito tra docente neo assunto e DS.

Inoltre, il sindacato ha richiesto “di consentire il computo dei giorni di servizio svolti dai supplenti individuati quali vincitori del concorso straordinario bis ai fini dei requisiti di servizio per l’anno di prova e formazione, con l’obiettivo che la maggior parte di loro possa completare il percorso con esito favorevole e avere l’assunzione a TI dal 1 settembre 2023” . Infine, ha interrogato l’amministrazione sui docenti che hanno superato il periodo di prova l’anno scorso e che quest’anno sono destinatari di nomina a TI da altra procedura, sempre sullo stesso grado, sul fatto che possano fare o meno la domanda di ricostruzione di carriera entro il 31 dicembre 2022. In merito a questi ultimi due aspetti, il Ministero si è riservato di rispondere al più presto.