Compensi accessori (RPD e CIA) spettano anche al personale precario (docenti e ATA): MI condannato da tanti Tribunali
Compensi accessori (RPD e CIA) spettano anche al personale precario (docenti e ATA)

RPD per i docenti e il CIA per ATA con incarichi di supplenza breve e saltuaria : cosa dice la legge in merito? E’ vero che dovrebbe spettare loro? Abbiamo posto il quesito del nostro lettore all’Avvocato Angela Maria Fasano, che ci ha gentilmente risposto partendo da una massima della Corte di Cassazione: “la Retribuzione Professionale Docenti / Compenso Individuale Accessorio deve essere corrisposta/o anche al personale con supplenze brevi e saltuarie”.

RPD e CIA ai supplenti brevi: l’avvocato risponde

Su tale tema (RPD E CIA ai supplenti brevi, ndr) si è recentemente espressa la Corte di Cassazione. Questa la massima: “la Retribuzione Professionale Docenti / Compenso Individuale Accessorio deve essere corrisposta/o anche al personale con supplenze brevi e saltuarie”. Nella specie, la Suprema Corte di Cassazione ha riconosciuto anche ai docenti supplenti brevi e saltuari il diritto a percepire la “RPD” (docenti) e il “CIA” (ATA) , la cui corresponsione ad oggi viene riservata invece ai soli titolari di contratto a tempo indeterminato e determinato di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche.

La pronuncia della Corte di Cassazione non estende però in automatico i propri effetti “erga omnes”, ma vale solo per il caso specificatamente giudicato, quindi solo in seguito alla presentazione di un ricorso. L’importo non corrisposto è di circa 140 euro lordi (RPD)/ 70 euro lordi (CIA) per ogni mese di servizio, importo negato dal Ministero ai docenti ed Ata che hanno stipulato nel corso degli anni contratti di lavoro per supplenze brevi e saltuarie in sostituzione di personale assente.

Il principio di non discriminazione europeo

Questa pronuncia è stata resa in ossequio al principio di non discriminazione comunitario, tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, consacrato da numerose sentenze della Corte di Giustizia. Tra queste si cita la sentenza Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 20.9.2018 (causa Motter), che ha stabilito “come la disparità di trattamento fra lavoratori a termine e lavoratori a tempo indeterminato sia giustificata soltanto quando risponda ad una reale necessità”, la quale non corrisponde al caso dei docenti o personale ATA impiegati con molpleci contratti a termine.

Stante la piena equiparazione, dettata dalla normativa euro unitaria sul punto, docenti e ATA impiegati con contratti a termine potranno vantare il diritto alla liquidazione della Retribuzione Professionale Docenti o del Compenso Individuale Accessorio – conclude l’avvocato.