assegno unico
Genitori e figli

Come abbiamo già visto all’interno di alcuni nostri precedenti articoli, l’assegno unico nel 2023 potrebbe andare incontro ad una serie di modifiche che riguardano l’importo e la modalità di richiesta. Oltre a questi cambiamenti, si starebbe lavorando anche a delle nuove ipotesi di intervento.

Assegno unico 2023: come potrebbe cambiare?

A partire dal prossimo anno l’assegno unico che lo scorso marzo ha assorbito tutte le altre misure per la famiglia potrebbe cambiare volto. Come ha infatti spiegato la ministra della Famiglia, della Natalità e delle Pari Opportunità Eugenia Maria Roccella, l’obiettivo non è soltanto quello di adeguare l’importo all’inflazione, ma di agevolare anche le famiglie numerose.

Ad oggi l’incentivo viene riconosciuto alle famiglie per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni o senza limiti di età per i figli disabili. L’importo, invece, varia a seconda del reddito. In particolare, vengono versati 175 euro al mese con Isee fino a 15 mila euro e si scende progressivamente fino a un minimo di 50 euro (25 per i figli maggiorenni) in caso di Isee oltre 40 mila euro o per chi non ha presentato la dichiarazione. Tuttavia, da gennaio 2023 l’assegno unico potrebbe subire un adeguamento non inferiore al 9% a causa dell’inflazione. In particolare, si passerebbe da 175 a 196 euro per le famiglie fino a 15 mila euro l’anno e da 50 a 55 sopra i 40 mila euro. Non è chiaro, però, se oltre agli aumenti dovuti all’inflazione ci saranno degli ulteriori incrementi come promesso in campagna elettorale.

Nuove ipotesi di intervento

Al di là degli aumenti dovuti all’inflazione, l’assegno unico 2023 potrebbe andare incontro ad altre modifiche riguardanti il meccanismo di funzionamento. Secondo la ministra Roccella infatti, a non essere corretta sarebbe l’impostazione basata sull’Isee dei beneficiari, in quanto risulterebbe penalizzante per le famiglie numerose. Pertanto, l’idea sarebbe quella di alzare gli importi da un lato e depotenziare l’Isee come parametro per la quantificazione dell’assegno dall’altro. Sostituendolo con il quoziente familiare e, dunque, il rapporto tra reddito e componenti del nucleo.

Inoltre, dal prossimo anno non bisognerà presentare domanda poiché l’assegno sarà rinnovato e versato automaticamente sull’Iban del ricevente. Salvo che non ci siano state delle variazioni riguardanti i figli a carico. Un accenno a tali modifiche è già contenuto all’interno del Decreto Aiuti Quater, ma per l’effettiva applicazione bisognerà aspettare probabilmente la Legge di Bilancio.