carta del docente precari
carta del docente precari

Carta del Docente anche ai precari, la Corte di Giustizia Europea e il Consiglio di Stato (attraverso la sentenza N. 1842 del 16 marzo 2022), intervenendo sulla materia in merito alla fruibilità da parte del personale precario, hanno affermato l’irragionevolezza della differenza di trattamento tra personale precario e di ruolo, che collide con i precetti costituzionali degli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione “sia per la discriminazione che introduce a danno dei docenti non di ruolo (resa palese dalla mancata erogazione di uno strumento che possa supportare le attività volte alla loro formazione e dargli chances rispetto agli altri docenti di aggiornare la loro preparazione), sia, ancor di più, per la lesione del principio di buon andamento della P.A”.

Tali argomentazioni sono state ribadite, stavolta, dal Tribunale di Palmi (Sez. Lavoro, Giudice dott. Carlo Gabutti), di Milano (dott.ssa Eleonora Palmisani) e di Cosenza (dott. Vincenzo Lo Feudo).

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Carta del Docente anche ai precari: ‘Tutti gli insegnanti, di ruolo e non, svolgono le stesse mansioni’

In merito al riconoscimento del bonus 500 euro anche ai docenti precari, i giudicanti hanno scritto: “Tutti gli insegnanti, sia quelli di ruolo che quelli assunti con contratti a termine, svolgono le stesse mansioni e hanno l’obbligo di svolgere la medesima attività di aggiornamento e di qualificazione delle proprie competenze professionali“.

Il Tribunale di Cosenza precisa che “…Il diverso trattamento … non potrebbe essere giustificato neppure dall’obiettivo di garantire la stabilità del rapporto dei docenti a tempo indeterminato, poiché tale indennità viene erogata anche ai docenti in prova, che conseguono la stabilità solo dopo il superamento di un periodo di prova”, aggiungendo che “ammettere come la mera natura temporanea di un rapporto di lavoro sia sufficiente a giustificare una differenza di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato priverebbe di contenuto gli obiettivi della Direttiva 1999/70 e dell’accordo quadro ed equivarrebbe a perpetuare il mantenimento di una situazione svantaggiosa per i lavoratori a tempo determinato (v., in tal senso, sentenza del 20 giugno 2019, Ustariz Aróstegui, C72/18, EU:C:2019:516, punto 41 e giurisprudenza ivi citata)”.

Diritto al bonus 500 euro

Viene accertato, pertanto, “il diritto dei ricorrenti ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all’art. 1 della Legge n. 107/2015, per gli anni scolastici di interesse, per l’effetto, condannano il Ministero dell’Istruzione alla relativa corresponsione per ciascun anno”.