immissioni in ruolo
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Assunzioni docenti, entro il 2024, secondo il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) si dovranno assumere 70mila docenti con l’obiettivo di migliorare la qualità del personale assunto attraverso un percorso di formazione iniziale che non può limitarsi alle competenze disciplinari. Quali sono gli scenari che si prospettano, in considerazione di quelle che sono le richieste formulate da Bruxelles?

Assunzioni docenti, il PNRR prevede 70mila nuovi insegnanti entro il 2024 ma bisogna fare i conti con Bruxelles

Dunque, 70mila nuovi docenti da assumere entro il 2024 ma l’Unione Europea ha già fatto sapere che solamente una minima parte delle assunzioni riguarderà i percorsi riservati a coloro che sono già in servizio da anni.

Il DPCM sulla formazione iniziale 

Questo aspetto viene nuovamente sottolineato da ‘Italia Oggi’ di martedì 22 novembre, ricordando che il DPCM sulla formazione iniziale doveva essere pubblicato entro lo scorso mese di luglio: tuttavia, la crisi politica e il cambio di governo hanno fatto sì che il decreto attuativo venisse rinviato a gennaio anche a motivo di alcuni nodi ancora da sciogliere. Il più importante di questi è, senza dubbio, rappresentata dalla definizione dei contenuti dei corsi che ciascun aspirante dovrà sostenere per acquisire i CFU (Crediti Formativi Universitari) richiesti.

Le prime assunzioni da effettuarsi secondo le nuove regole, quindi, potrebbero essere quelle relative alle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2024/25 che, come afferma ‘Italia Oggi’, ‘senza correzioni al cronoprogramma, sarebbe anche l’ultimo utile e quindi certamente insufficiente a coprire l’intero target’.

Possibile proroga di 1-2 anni

Considerando il fatto che le regole per il reclutamento, per quanto riguarda la scuola primaria, non dovrebbero cambiare, l’ex ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, aveva preso in considerazione l’ipotesi di conteggiare già i neoassunti per la scuola primaria dall’anno scolastico 2022/23. A prescindere dal fatto che questa ipotesi sia percorribile o meno, i circa 10mila docenti assunti per la primaria sarebbero comunque pochi per riuscire, comunque, a raggiungere il target di 70mila imposto da Bruxelles entro il 2024.

Partendo da questo presupposto, è possibile che il governo possa concordare con l’Unione Europea una proroga di uno o due anni rispetto alle tempistiche prefissate, magari aumentando il numero dei docenti da assumere entro quella che potrebbe essere la nuova scadenza fissata.