Legge 104 e precedenza nella mobilità interprovinciale
Legge 104 e precedenza nella mobilità interprovinciale

Legge 104 e precedenza per le operazioni di mobilità interprovinciale, nuova ordinanza cautelare quella emessa dal Tribunale di Treviso in base alla quale è stato riconosciuto, in via d’urgenza, il diritto alla precedenza per un docente che ha ottenuto il trasferimento nella sede di residenza del familiare disabile grave.

Legge 104 e mobilità interprovinciale, ordinanza cautelare del Tribunale di Treviso riconosce diritto alla precedenza

Lo Studio Legale dell’Avvocato Angela Maria Fasano di Palermo rende nota la sentenza emessa in data 22 novembre dal Tribunale di Treviso in merito all’accoglimento totale in favore di un docente referente unico – caregiver – di un familiare disabile grave, ex articolo 33, comma 3 della Legge N. 104/1992.

Nel caso specifico, il docente ricorrente non era riuscito ad ottenere il trasferimento non già per la presenza di concrete esigenze organizzative quanto per il fatto che il contratto sulla mobilità non riconosce, per quanto riguarda i trasferimenti interprovinciali, il diritto all’avvicinamento per il caso in cui il parente da assistere sia il genitore.

Le motivazioni della sentenza

In particolare, il Giudice del Lavoro, nella sentenza, ha sottolineato come ‘I plurimi valori costituzionali che la norma in esame attua e tutela rendono arduo disconoscerne il livello di norma imperativa ed a ciò non osta quanto, di nuovo costantemente, affermato dalla giurisprudenza circa il carattere non assoluto ed incondizionato del “vero e proprio diritto soggettivo di scelta da parte del familiare-lavoratore che presta assistenza con continuità a persone che sono ad esse legate da uno stretto vincolo di parentela o di affinità”.

A docente che dovesse presentare i requisiti di ‘caregiver’, quindi, dev’essere riconosciuto il diritto di precedenza consistente nell’essere unico referente dei genitori portatori di handicap in condizione di gravità nell’ambito della procedura di mobilità interprovinciale.
Il Tribunale di Treviso, applicando una lettura costituzionalmente orientata, ha specificato che non è stata affermata dal Ministero dell’Istruzione nessuna ragione organizzativa né in via generale (e neanche a giustificare la disparità tra mobilità provinciale e mobilità interprovinciale), con riferimento alla specifica situazione.

Sia pure nei limiti della sommarietà propria del rito, l’articolo 13 punto IV del CCNI si appalesa come discriminatorio e nullo per contrarietà all’articolo 33 comma 5 della legge 104/92 e 601 del Testo Unico sulla scuola, nella parte in cui non riconosce precedenza alcuna ai docenti referenti unici di genitori portatori di handicap in situazione di gravità ai fini die trasferimenti interprovinciali.