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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dall’Ufficio Stampa del PSI scuola.

Preoccupanti segnali di reazione

La destra al Governo dell’Istruzione pubblica sta lanciando segnali preoccupanti di reazione al mutamento dei tempi.

Minacciare di togliere il reddito di cittadinanza ai giovani che non terminano il percorso scolastico, più che un modo per incentivare lo studio sembra il tentativo di reintrodurre un sistema paternalistico che invece di spiegare e convincere con la forza delle proprie ragioni le impone con la forza. Una politica d’altri tempi.

Esistono due possibili destre che questo governo può interpretare, una liberaldemocratica e riformista ed una autoritaria e conservatrice. Per ora la strada intrapresa dal Ministero, almeno nelle proposte, sembra la seconda. Noi socialisti auspichiamo che alle parole seguano ben altri fatti.

Intanto il PSI porta avanti le sue battaglie per l’uguaglianza di opportunità, la solidarietà e la giustizia sociale.

Certo è necessario risolvere la tragica questione legata alla dispersione scolastica. Ma questo, per noi socialisti, è possibile solo incrementando l’organico docente e ATA, migliorando la condizione delle infrastrutture, riducendo le spese scolastiche per le famiglie degli studenti, incrementando le borse di studio, potenziando l’Orientamento sia in entrata che in uscita nelle scuole secondarie di II grado, incrementando i salari di tutto il personale scolastico. Incremento che deve partire iniziando dalla parificazione degli stipendi di tutti gli ordini di scuola. Ma prima di tutto ciò, per arginare la disgregazione sociale e culturale del nostro Paese, è necessario bloccare ogni proposta di regionalizzazione dell’Istruzione pubblica.

Enzo Maraio e Luca Fantò

Segretario nazionale PSI e Referente nazionale PSI scuola, ricerca e università