partita iva e supplenze
partita iva e supplenze

Un dubbio ricorrente riguarda la compatibilità tra l’insegnamento e lo svolgimento di una libera professione. Soprattutto insegnanti precari da poco affacciatasi al mondo della scuola, ma già impegnati in attività autonoma, si chiedono se sono tenuti a chiudere la partita IVA laddove si trovassero ad essere convocati per una supplenza e ad accettarla.

Per chiarire il dubbio va innanzitutto detto che il quadro normativo in materia è chiaro e non dà adito a interpretazioni contradditorie. E occorre anche aggiungere come la disciplina del comparto scolastico, per certi aspetti (come in questo caso), si discosti dall’ambito pubblico in generale.

Vediamo nel dettaglio.

Esercizio della libera professione: non è necessario chiudere partita IVA

Chi lavora nelle Pubblica Amministrazione è tenuto a svolgere l’attività in maniera esclusiva. Esistono però delle eccezioni, come per l’ambito scolastico.

La normativa di riferimento la troviamo nel Decreto Legge n. 297 del 1994 (Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti relative alle scuole di ogni ordine e grado) all’art. 508:

“Al personale docente è consentito, previa autorizzazione del dirigente scolastico, l‘esercizio di libere professioni che non siano di pregiudizio all’assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l’orario di insegnamento e di servizio.“

Questo significa che l’insegnante può continuare a svolgere la libera professione purchè non vada a confliggere con l’attività di insegnamento. Ed è inoltre necessaria l’autorizzazione da parte del DS, sia che il docente lavori a tempo pieno sia con part-time superiore al 50%.

Stesso discorso vale per le supplenze

La citata normativa vale sia per i docenti di ruolo che per i precari. A prescindere quindi dalla tipologia contrattuale (supplenze brevi o annuali al 30 giugno o al 31 agosto) qualunque supplente può tranquillamente svolgere in contemporanea sia l’attività di insegnamento che quella da libero professionista, senza bisogno di chiudere la partita IVA.

Resta comunque l’obbligo di darne informazione al DS e di non far accavallare gli orari di lavoro da insegnante con quelli da lavoratore autonomo.