Pugno
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La Legge di Bilancio 2023 è arrivata in Parlamento ed attende la sua conferma definitiva; per quanto riguarda la pensione anticipata il Governo ha incluso le seguenti misure: Quota 103, Opzione donna con alcune limitazioni e la proroga dell’Ape sociale. I sindacati, però, si dicono tutt’altro che soddisfatti: “Violate le promesse elettorali”.

Legge di Bilancio 2023: le misure per la pensione

Come anticipato, all’interno della nuova Legge di Bilancio in attesa dell’approvazione finale da parte del Parlamento sono state incluse tre misure di anticipo pensionistico:

  • Quota 103: prevede l’uscita dal mondo del lavoro con 62 anni di età e 41 di contributi versati. Si tratta dello scalino successivo a Quota 102 e dovrebbe condurre verso una Quota 41 secca.
  • Opzione donna: prorogata per un anno la misura di anticipo pensionistico riservata alle lavoratrici, ma con alcune modifiche rispetto al passato. A partire dal 2023, le donne potranno lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 60 anni di età. Con un figlio il requisito anagrafico scende a 59 anni, con due a 58. Tuttavia, la misura sarà rivolta esclusivamente alle caregiver, a coloro che hanno un handicap pari almeno al 74% e a coloro che sono state licenziate o lavorano per un’azienda in crisi.
  • Ape sociale: rinnovata di un anno anche la misura destinata soltanto a determinate categorie che permette di lasciare il lavoro a 63 anni con 36 o 30 anni di contributi versati.

La reazione dei sindacati

Alla luce delle decisioni prese dal Governo sul fronte pensionistico, i sindacati si sono mostrati tutt’altro che soddisfatti. Secondo i leader di Cgil e Uil Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, infatti, è necessaria una mobilitazione comune per contrastare le scelte contenute all’interno della Legge di Bilancio

Anche il segretario confederale Cgil Christian Ferrari ha espresso a tal proposito la sua contrarietà. “Non vengono affrontate in alcun modo le criticità presenti nel nostro sistema pensionistico. E men che meno si prefigurano le condizioni per una riforma complessiva del nostro impianto previdenziale. Nessun superamento della legge Fornero […] Gli slogan e le promesse elettorali, ancora una volta, si configurano come vera e propria pubblicità ingannevole”. Il Comitato della Cisl, invece, “ritiene di grande importanza la convocazione a Palazzo Chigi” del prossimo 7 dicembre.