scuola, aula vuota
aula vuota

Piano Dimensionamento Scolastico, durissima reazione dei sindacati e del mondo della scuola per quanto previsto nel testo approvato dal governo Meloni nella Legge di Bilancio 2023. La cifra attuale di studenti da assegnare a ciascun istituto, infatti, passerà da 600 a 900 circa. Ne deriva che verranno realizzati accorpamenti degli istituti. Secondo la stima dei sindacati, entro due anni, chiuderanno 700 scuole. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, però, respinge le accuse: ‘Lo abbiamo fatto nel modo più indolore possibile’. 

Piano Dimensionamento Scolastico, tagli nella Legge di Bilancio: a rischio 700 scuole

Il testo approvato dal governo, secondo quanto riporta il quotidiano ‘La Stampa’ dispone che il dimensionamento della rete scolastica dovrà essere attuato entro il 30 novembre di ogni anno. Nei primi 3 anni scolastici il correttivo dovrebbe essere pari al 7%, al 5% e al 30%. Prevista, quindi, la realizzazione di accorpamenti tra istituti: saranno le regioni a decidere in modo autonomo come procedere sulla base del contingente di dirigenti scolastici assegnato.

L’articolo 99 della manovra finanziaria

Il concetto che viene richiamato dall’articolo 99 della Legge di Bilancio del governo Meloni è quello della ‘riorganizzazione del sistema scolastico’ in considerazione della progressiva riduzione del numero degli alunni per classe e basata sul dimensionamento della rete scolastica. Tutto questo secondo il principio del ‘Meno nascite, meno studenti, meno istituti scolastici’. Un dimensionamento della rete scolastica che prevede, pertanto, la possibilità di accorpare più istituti, anche distanti diversi chilometri, sotto la guida dello stesso Dirigente Scolastico. Tradotto in parole povere: molto più lavoro per i presidi.

Nella relazione tecnica allegata alla legge di bilancio, viene indicato che, attualmente, le istituzioni scolastiche presenti in Italia sono 7.519: secondo i calcoli del Ministero, nell’anno scolastico 2031/2032, diventeranno 6.885, quindi, con una diminuzione dell’8,4%. È stato stimato che, nei prossimi 10 anni, andranno in pensione circa 3.800 dirigenti, più della metà di quelli ora in servizio.

Il presidente dell’Associazione nazionale presidi (ANP), Antonello Giannelli: ‘Così potranno garantire la presenza nei singoli plessi per pochissime ore a settimane. Già oggi ci sono scuole con una ventina di plessi, se questi numeri tendessero ad aumentare per il dirigente sarebbe molto difficile’.

Ministro Valditara: ‘Lo abbiamo fatto nel modo più indolore possibile’

Il ministro Valditara parla di scelta più ‘indolore possibile’, ovvero una riduzione graduale nei prossimi 10 anni. Si interverrà ‘solo sulle strutture giuridiche, cioè sulle dirigenze scolastiche, non sulle strutture fisiche. I plessi attuali sono 40.466 e rimarranno 40.466. Gli studenti – ha precisato Valditara – continueranno ad andare negli stessi luoghi fisici con gli stessi laboratori, le stesse aule, le stesse strutture’.

Flc-Cgil: ‘L’accorpamento si configura come un vero e proprio taglio’

Durissimo il commento del segretario generale Flc-Cgil: ‘L’accorpamento degli istituti – ha dichiarato Francesco Sinopoli – si configura come un vero e proprio taglio che ancora una volta andrà a colpire le regioni e i territori più deboli. Si tratta di una scelta politica precisa, in continuità con quanto già realizzato in passato, un accanimento dettato da visione economicistica della scuola. Di fronte a questa situazione non possiamo che preannunciare una forte mobilitazione della categoria‘.

Marco Rossi Doria: ‘Basta tagli agli istituti’

L’ex sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Marco Rossi Doria, in un’intervista rilasciata a ‘La Stampa’, ha sottolineato: ‘Un conto è ragionare su una scuola da 700 o 900 studenti nel centro di Roma o Milano, in cui funziona tutto o quasi, frequentata da ragazzi che provengono da famiglie con genitori laureati e con un buon reddito. Un altro è pensare a una scuola delle stesse dimensioni in un quartiere difficile di Napoli o Palermo, o in periferia a Torino, dove quell’istituto rappresenta un presidio della Repubblica di fronte a povertà e disagio sociale. Nel secondo caso, il dirigente scolastico non si occupa solo di organizzazione didattica e amministrativa. Ma forse non tutti hanno davvero idea…’.

Marco Rossi Doria ha ricordato come la scuola pubblica italiana è reduce da una situazione molto difficile come quella vissuta durante la pandemia. ‘I ragazzi hanno bisogno di aiuto, di essere seguiti. E non parlo solo dei più svantaggiati – ha sottolineato l’ex sottosegretario che poi aggiunge: ‘C’è anche una questione geografica da considerare: un istituto da 900 o più studenti in un’area interna può significare mezza provincia. Ci sono ragazzi che già devono farsi 30 o 40 chilometri per andare a scuola’.