Martelletto giudice tribunale
Martelletto giudice tribunale

Concorso Dirigenti Scolastici 2017, si è tornato a parlare in questi giorni della procedura concorsuale bandita nel 2017 che portò all’assunzione di 2416 presidi. La procura di Roma, infatti, ha terminato le indagini: 13 persone sono state accusate di falso ideologico. Al centro dell’inchiesta ci sono i segretari e i presidenti di una serie di commissioni nominate dal Ministero dell’Istruzione. L’Avvocato Maria Rosaria Altieri, che ha seguito da vicino e nei particolari la vicenda, ha fatto il punto della situazione.

Concorso Dirigenti Scolastici 2017: la storia (giudiziaria) infinita

Si accendono di nuovo i riflettori, forse mai spenti, sul concorso per l’assunzione di 2416 Dirigenti scolastici bandito nel 2017. Sin da subito la procedura in parola aveva suscitato numerose polemiche, per il venir meno ad esempio del principio dell’unicità della prova a causa dello slittamento della prova preselettiva in Sardegna a causa delle avverse condizioni metereologiche, per poi approdare nelle aule giudiziarie, prima della giustizia amministrativa e poi penale.

Se la prima strada sembrava ormai conclusa a seguito della nota sentenza del Consiglio di Stato del 12 gennaio 2021, la seconda, al contrario, prosegue con un’indagine che sta disvelando aspetti che potrebbero avallare le accuse da più parti prospettate di “irregolarità” dell’iter concorsuale.

Infatti, dopo che il Consiglio di Stato, con la prima sentenza sul punto, la n. 396/2021, aveva in sostanza riabilitato il concorso, sancendone la legittimità, in quanto tutti i vizi dedotti nel ricorso amministrativo di primo grado non venivano ritenuti tali da travolgere la procedura, ecco che la Procura della Repubblica di Roma, con decreto del 26/10/2022 a firma dei Sostituti Procuratori, dott.sse Laura Condemi e Alessandra Fini, notifica a 13 persone, a vario titolo coinvolte nella procedura concorsuale, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, così come previsto dall’art. 415 bis del codice di procedura penale.

I reati contestati agli indagati

I reati contestati vanno dal falso ideologico alla truffa aggravata, commessi in concorso da taluni membri di alcune delle 37 commissioni giudicatrici. In particolare, si tratta delle commissioni n. 13, 14, 15, 18, 19 e 20.

Gli indagati avrebbero (il condizionale è d’obbligo, considerato che sarà l’eventuale successivo processo penale ad accertare i fatti) falsamente attestato di aver effettuato accessi alla piattaforma CINECA di cui non è stata trovata alcuna traccia, di aver effettuato le operazioni di correzione in un certo orario, mentre le dette operazioni risultano effettuate in giorni od orari diversi, nonché, quanto al reato di truffa aggravata, di aver proceduto alle false attestazioni sopra descritte, con artifici e raggiri, essendo l’indagata “alle ore 14.30 – ora in cui dal verbale n. 6 risulta impegnata nelle operazioni di correzione – presente ancora presso gli uffici della Corte dei Conti di Via Baiamonti, n 25, da dove usciva, come attestato dalla timbratura, alle ore 15.01”.

Quali possibili scenari futuri?

Circa gli scenari che ora si prospettano, vale la pena precisare che il decreto con il quale è stata comunicata ai 13 indagati la conclusione delle indagini preliminari, non implica l’apertura del processo penale a loro carico, ma si dovrà attendere che il Pubblico Ministero incaricato delle relative indagini, all’esito di eventuali difese degli indagati, se non ritenga di avanzare la richiesta di archiviazione, chieda il rinvio a giudizio.

Tuttavia, stante la gravità delle accuse, dei reati contestati e delle implicazioni sottese alla vicenda, appare molto probabile che l’accusa si determinerà per la richiesta di rinvio a giudizio.

Non vi è invece alcuna menzione nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari del 26 ottobre scorso dei nominativi dei tre commissari ritenuti incompatibili dalla sentenza n. 8655/2019 del TAR Lazio (ma poi ribaltata dal Consiglio di Stato), ossia Angelo Francesco Marcucci della 12° sotto-commissione (peraltro deceduto il 22 luglio scorso), Elisabetta Davoli della 11° sotto-commissione e Francesca Busceti della 18° sotto-commissione, i quali, per ora, sembrano spariti dalla scena giudiziaria del concorso “incriminato”.