Corte di Cassazione
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Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la N. 32234/2022, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla casistica derivante dal docente, in questo caso di sostegno, che è stato licenziato a motivo della mancanza dei requisiti di idoneità richiesti. 

Sentenza Corte di Cassazione N. 32234 su licenziamento in mancanza dei requisiti richiesti al docente

Come riporta il quotidiano economico ‘Il Sole 24 Ore’ di oggi, lunedì 5 dicembre 2022, la vicenda riguarda una docente che sosteneva che la propria scuola, dal 2013 al 2018, non ha mai esercitato controlli in merito ai suoi requisiti di idoneità e che, di conseguenza, non poteva ricadere sulla diretta interessata il ritardo nell’accertamento della falsità del titolo.

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La Corte di Cassazione, di fronte al ricorso, ha giudicato infondata questa tesi in quanto ‘porterebbe ad attribuire rilevanza alla ‘mera conoscibilità‘ di un fatto a rilevanza disciplinare mentre al contrario si richiede la piena conoscenza dei fatti punibili’.

La Corte di Cassazione ha sottolineato, inoltre, come l’intenzione fosse, comunque, quella di ‘ingannare’ l’amministrazione, producendo una documentazione falsa. D’altro canto, i controlli sulle autocertificazioni possono essere effettuati a campione e, di conseguenza, anche se la scoperta della falsa documentazione avviene diversi anni dopo, questa deve produrre il licenziamento e spesso anche la restituzione degli stipendi.

La Suprema Corte, quindi, con la sentenza N. 32234/2022, ha stabilito che il docente non può difendersi lamentando che l’amministrazione non abbia effettuato i controlli sui requisiti di idoneità e, quindi, considerare il licenziamento nullo. Il principio è quello, secondo il quale, non conta che la scuola non abbia verificato subito i requisiti di idoneità del docente.