Concorso straordinario bis
Concorso straordinario bis

Concorso straordinario bis, il comma 2 dell’emendamento 13.0.22 al decreto legge Aiuti Quater in merito all’integrazione delle graduatorie di merito e al loro utilizzo ai fini dell’immissione in ruolo ha trovato la ferma opposizione da parte del comitato nessun precario resti escluso che, a questo proposito, ha inviato una lettera alla nostra redazione, spiegando i motivi della presa di posizione.

Comitato nessun precario resti escluso: ‘No al comma 2 dell’emendamento sul concorso straordinario bis’

Il comitato nessun precario resti ricorda che il concorso straordinario bis si è reso necessario per coprire i posti già autorizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e residuati dalle immissioni in ruolo dalle graduatorie di merito di altre procedure. Il candidato, secondo quanto indicato dal bando, vi accede esclusivamente con 3 anni di servizio statale, sostiene una prova orale senza voto minimo di idoneità, viene confermato in ruolo dopo una “formazione” di 5 CFU.
Per la scuola secondaria, l’antecedente più prossimo e simile nella forma è lo straordinario 2018. Anche questo fu senza voto minimo di idoneità e le graduatorie di merito furono a esaurimento, ma vi parteciparono docenti già abilitati tramite TFA o PAS, quindi formati e in parte selezionati.

Per il concorso straordinario bis, invece, occorre sottolineare che i 24 cfu ex Fit non sono necessari per la partecipazione: ne consegue l’eventualità che si accinga a entrare in ruolo personale né formato né selezionato.
Secondo il comitato nessun precario resti escluso, una modifica al concorso straordinario bis come quella proposta dal sopracitato emendamento, finirebbe per generare una lunga sequenza di considerazioni e discriminazioni.

  • 1) Il bando non prevede l’accesso a percorsi abilitanti per i non-vincitori. Di conseguenza, alcuni precari non si sono iscritti, considerata l’impossibilità di vincere il concorso e rientrare nei posti banditi.
  • 2) Nelle stesse condizioni si trova chi non ha visto il concorso bandito nella propria regione per mancanza di posti e quindi il trasferimento sarebbe stato inutile.
  • 3) Il concorso è riservato ai candidati con servizio statale. Tuttavia, esistono anche numerosi precari non statali, che non hanno avuto alcun modo di abilitarsi, dato che sono stati integralmente esclusi dallo straordinario bis e la procedura straordinaria abilitante ex DD 497/2020 ancora non è stata svolta (e doveva essere contestuale al primo straordinario). Tra questi, come tra gli statali, ci sono tantissimi professionisti validi, che meritano di concorrere in piena parità.
  • 4) Non esiste alcun merito nello straordinario bis, mancando il voto minimo di idoneità. Diversamente, le uniche valide graduatorie di merito sono quelle del concorso ordinario ex DD 498-499/2020, i cui vincitori/idonei hanno superato due-tre prove selettive con voto minimo di idoneità, e DD 826/2021 (secondo STEM). Già un numero consistente di posti autorizzati dal MEF sono stati dedicati allo straordinario bis, togliendoli all’ordinario; con l’emendamento in oggetto i non selezionati e formati dello straordinario bis avrebbero la precedenza sugli idonei dell’ordinario.


Secondo il comitato nessun precario resti escluso, l’emendamento bloccherebbe a tutti gli effetti il reclutamento, nonostante la riforma Bianchi e gli obiettivi connessi al PNRR.
a) Non ci sarebbe più alcuna necessità di attivare percorsi formativi abilitanti, considerato che tutti gli iscritti allo straordinario bis si abiliterebbero con soli 5 CFU.
b) Non ci sarebbe più alcuna necessità di indire concorsi ordinari, considerati tutti gli iscritti allo straordinario bis da immettere in ruolo dalle loro graduatorie a esaurimento.
Per queste ragioni, il comitato si adopererà in qualsiasi sede, anche giudiziaria, affinché il bando non venga così modificato.