gita scolastica
uscita didattica

L’argomento ‘gita scolastica’ è uno dei più dibattuti all’interno di ogni consiglio di classe e collegio docenti: in questo periodo, infatti, durante gli incontri collegiali di dicembre, i docenti devono indicare le proposte in merito ed esprimere la propria disponibilità ad accompagnare i propri alunni alle uscite didattiche e viaggi di istruzione. La maggior parte degli insegnanti, però, non è disposta ad assumersi questa responsabilità, soprattutto in caso di classi difficili da gestire anche all’interno della stessa scuola: anche la preside del ‘Newton’ di Roma, Cristina Costarelli, presidente dell’ANP Lazio, mette in luce la complessità della questione.

Grande la responsabilità dei docenti durante una gita scolastica

Quello della ‘gita scolastica’ rimane uno dei temi più delicati all’interno del mondo della scuola per la grande responsabilità che comporta per i docenti accompagnatori: in primo luogo, ricordiamo che nessun insegnante ha l’obbligo di accompagnare i propri alunni in attività che si svolgono all’esterno dell’edificio scolastico, ma sono tenuti a dare soltanto la propria disponibilità su base volontaria.

Su questo argomento è intervenuta anche la preside Cristina Costarelli, presidente dell’associazione Nazionale Presidi del Lazio, che in un recentissimo post sulla sua pagina Facebook ha così commentato: “Indiscutibile che i viaggi di istruzione siano uno dei momenti più felici del percorso scolastico, soprattutto in un anno come questo che vede un generalizzato ritorno alla normalità. Ma non andrei a scherzare sulla responsabilità e l’impegno che assumono i docenti quando si rendono disponibili come accompagnatori: quale altro lavoratore assumerebbe l’onere di ‘passare la notte a controllare che i ragazzi non si calino dalle finestre’ gratuitamente?”.

I genitori sarebbero comprensivi in caso di sinistro?

La preside Costarelli ha anche messo in evidenza un aspetto molto rilevante della questione: il comportamento dei genitori degli alunni qualora dovesse verificarsi qualche evento sfavorevole causato o subito dal proprio figlio durante una gita scolastica. “Siamo certi che gli stessi genitori che auspicano l’organizzazione dei viaggi sarebbero poi ben disposti e comprensivi se capitasse casualmente qualche sinistro al proprio figlio?”.

La tematica è molto complessa e andrebbe affrontata considerando molti punti di vista: organizzativi, economici, culturali, strutturali, contrattuali, educativi, senza trascurare anche le ripercussioni emotive sugli studenti. La questione dovrebbe essere trattata e disciplinata in modo chiaro e univoco all’interno del contratto, così come ha auspicato la stessa Costarelli: “L’argomento delle uscite didattiche dovrebbe essere inquadrato dal punto di vista normativo-contrattuale per poter garantire i docenti e pari opportunità agli studenti”.