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Reintegro docente escluso ingiustamente dalle GPS, il Tribunale di Alessandria ha accolto un ricorso presentato da un docente, assistito dalla Flc-Cgil di Asti, escluso dalle graduatorie in quanto si è ritenuto che il diploma di conservatorio vecchio ordinamento (+ 24 CFU) non fosse titolo valido per l’accesso alle GPS e alle graduatorie di istituto classe di concorso A030 perché non congiunto al diploma di scuola secondaria di secondo grado.

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Il Tribunale di Alessandria reintegra docente escluso dalle GPS

Flc-Cgil, in una nota informativa, ha riassunto i particolari della vicenda. Il docente in questione, titolare dei requisiti del titolo abilitante ai sensi del vecchio ordinamento (DM 39/1998) alla data di entrata in vigore del DPR 19/2016, correttamente inserito nella graduatoria di istituto in una scuola secondaria di primo grado della Provincia di Asti, aveva provveduto a stipulare con il dirigente scolastico un contratto di supplenza per l’anno scolastico 2020/21.
Dopo 2 mesi di servizio, a dicembre 2020, l’USP di Alessandria e Asti ha disposto la sua esclusione dalle graduatorie, con conseguente risoluzione del contratto da parte dell’istituzione scolastica.

Il ricorso

Flc-Cgil ha predisposto il ricorso avvalendosi di quanto contenuto all’articolo 5 del DM 259/2017: qui viene consentito ai docenti in possesso dei titoli di accesso alle graduatorie al momento dell’entrata in vigore del DPR 19/2016 di poter accedere anche alle graduatorie di istituto per le corrispondenti nuove classi di concorso definite dalla tale normativa sopravvenuta.
Il Ministero, però, ha inteso questa disposizione come applicabile solamente a coloro che il 23 febbraio 2016 risultassero già inseriti nelle graduatorie previgenti e non a chi ha presentato domanda per la prima volta in data successiva.

La sentenza del Tribunale di Alessandria

Il Tribunale di Alessandria ha accolto il ricorso presentato, condannando il Ministero dell’Istruzione a reintegrare il docente nella graduatoria: oltre a ciò, è stato disposto un risarcimento del danno, calcolato sulla base della differenza tra quanto il ricorrente avrebbe percepito lavorando per l’intero anno scolastico in esecuzione del contratto ingiustamente risolto e quanto effettivamente guadagnato con le “supplenze brevi” che è stato costretto ad accettare in assenza del contratto annuale.