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Sembrava dovesse essere abolito, ma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ci ha tenuto a precisare che il Bonus Cultura 18enni “non va abolito, ma rivisto”. Vediamo, quindi, come cambierà a partire dal prossimo anno la misura messa in campo sei anni fa dal Governo Renzi.

Bonus Cultura 18enni, Meloni: ‘Non va abolito, va rivisto’

Introdotto dal Governo Renzi, il Bonus Cultura 18enni molto probabilmente andrà incontro a partire dal 2023 ad un vero e proprio restyling. “Non va abolito, ma rivisto” ha recentemente spiegato la premier Giorgia Meloni. “Oggi viene riconosciuto a tutti indipendentemente dal reddito e questo è sbagliato” ha precisato la Meloni.

“Va introdotto un limite di reddito e bisogna lavorare per evitare le truffe” ha proseguito la premier. “Il ministro Sangiuliano sta lavorando a una carta cultura per favorire i contenuti culturali dei giovani per dare loro ulteriori possibilità. Però sicuramente 18app è una misura che va rivista”. Non ci sono dubbi, quindi, per la Meloni: “la stessa misura concentrata sui redditi più bassi potrà essere molto più impattante” rispetto alla versione attuale. 

Cosa cambia nel 2023

Dopo le precisazioni di Giorgia Meloni arrivate per rassicurare gli italiani, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha iniziato a lavorare affinché venga stabilito un limite Isee per l’accesso al Bonus Cultura 18enni. In quest’ottica i 230 milioni destinati a 18app serviranno comunque per elaborare una misura analoga e sostitutiva. Al momento non è ancora chiaro come cambierà questo incentivo, ciò che è certo però è che all’interno della Legge di Bilancio sarà ridefinito e rinominato (probabilmente Carta della Cultura) e si farà in modo che questo strumento diventi realmente una modalità di consumi culturali per i giovani.