Sede del Ministero dell'Istruzione
Sede del Ministero dell'Istruzione

Riforma reclutamento e formazione iniziale docenti, la scadenza per le 70mila assunzioni con le nuove regole, secondo quanto imposto dall’Unione Europea, dovrebbe slittare di un anno, dal 2024 al 2025. La proroga dovrebbe essere concessa dalla Commissione Europea a motivo dell’imprevista crisi politica che ha portato all’avvicendamento tra il governo Draghi e il nuovo esecutivo Meloni. Una delle riforme legate al PNRR, forse la pìù importante, quella legata al reclutamento docenti (il cui decreto attuativo doveva essere emanato lo scorso mese di luglio) è ancora in stand-by.

Riforma reclutamento, probabile slittamento al 2025 per le 70mila assunzioni docenti previste dal PNRR

Lo slittamento dei termini appare come una soluzione inevitabile. Infatti, come sottolinea l’edizione odierna del quotidiano economico ‘Italia Oggi’, anche se il governo Meloni dovesse emanare il DPCM sulla riforma della formazione iniziale degli insegnanti nel prossimo mese di gennaio, le università potrebbero completare i corsi per il conseguimento dei 30 CFU previsti dalla sola fase transitoria non prima di marzo 2024, decisamente troppo tardi.

Ecco perché, secondo ‘Italia Oggi’ Bruxelles dovrebbe arrivare ad uno slittamento dei termini al 2025, tanto più che la questione è particolarmente delicata: occorre infatti definire dettagliatamente quali tipologie di docenti neoassunti potranno rientrare nelle 70mila assunzioni previste dal PNRR. La Commissione Europea avrebbe dato la propria disponibilità a concedere più tempo, a condizione che si privilegi l’aspetto riguardante la qualità del percorso: la ‘patata bollente’, ora, passerà nelle mani del ministro Valditara

Le possibili scelte del Ministero dell’Istruzione

Il Ministero dell’Istruzione, secondo quanto riporta ‘Italia Oggi’, starebbe ragionando su diverse ipotesi. La prima sarebbe quella di considerare parte delle 70mila assunzioni per la scuola dell’infanzia e primaria assegnate già lo scorso anno scolastico. L’altro aspetto di particolare importanza è quello riguardante i docenti specializzati sul sostegno, un argomento che presenta molte analogie con il nuovo percorso validato dalla Commissione e che non è stato oggetto di riforma. Potrebbero, dunque, sussistere le condizioni per stabilizzare il doppio canale di reclutamento (concorso e prima fascia GPS), previa superamento di una prova. Si andrebbe avanti, dunque, con quella procedura che è stata adottata da due anni a questa parte. 

Si parla, inoltre, di bandire due concorsi (da concludere naturalmente entro il 2025), il primo per chi possiede già i requisiti per la partecipazione, il secondo riguardante coloro che avranno acquisito i 30 CFU. Resta da vedere se tutte queste soluzioni porteranno al raggiungimento del target di 70mila assunzioni imposto da Bruxelles. Per una serie di problematiche ampiamente note, come quella riguardante la carenza di aspiranti in determinate classi di concorso, non sarà affatto facile raggiungere l’obiettivo.