Cristina Costarelli, presidente ANP Lazio e preside del liceo Newton di Roma
Cristina Costarelli, presidente ANP Lazio e preside del liceo Newton di Roma

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha pubblicato, nei giorni scorsi, una circolare riguardante lo stop nell’utilizzo dei telefonini in classe. Abbiamo sentito, a questo proposito, la presidente di ANP Lazio e preside del liceo ‘Isaac Newton’ di Roma, Cristina Costarelli, che ringraziamo per la Sua disponibilità.

Cellulare a scuola, Costarelli: ‘La circolare del ministro Valditara non porta particolari novità’

‘La circolare del ministro Valditara sull’utilizzo degli smartphone – esordisce la preside del liceo ‘Newton’ di Roma – non ha portato particolari novità nel mondo della scuola. In essa, infatti, viene riconfermato un utilizzo e un divieto dello smartphone così come nelle scuole già si verifica da tempo. Da un lato, infatti, il ministro ribadisce il divieto dell’utilizzo durante la lezione e, più in generale, per motivi privati e personale da parte degli studenti. E questo era già così nelle scuole, ovunque è vietato l’utilizzo del telefono per chattare e per scambiarsi messaggi, per andare in Rete durante la spiegazione di un docente o durante un compito in classe’. 

L’utilizzo dello smartphone è consentito per scopi didattici

‘L’utilizzo inopportuno corrisponde a delle sanzioni – spiega Costarelli – così come definito all’interno del Regolamento di disciplina: sanzioni che vanno dalle più lievi, come una nota disciplinare, fino alle sospensioni nel caso in cui si facciano foto o video o, ancor peggio, si trasmettono via social.

Tutta materia che non è di competenza ministeriale a livello di sanzioni ma che, è appunto, di competenza delle singole scuole attraverso i propri consigli di istituto. D’altro canto il ministro dichiara espressamente che l’utilizzo dello smartphone è consentito per motivi didattici. Tutto ciò ribadisce un aspetto: la strada per lo smartphone a scuola è sicuramente quella della consapevolezza e meno quella del divieto. Da un certo punto di vista il divieto è anche molto più facile, si fa prima a togliere il telefono dalle mani e ad impedirne l’utilizzo’. 

‘La strada da percorrere è quella della consapevolezza’

‘Utilizzarlo per fini didattici comporta un profilo di responsabilità, di fiducia e anche il rischio di un uso improprio. Però è questa la strada dell’educazione – aggiunge Cristina Costarelli – e poi, in fondo, noi adulti abbiamo sempre il telefono in mano, anche noi, per lo più, per motivi di utilità. Quindi, se volessimo chiedere un divieto assoluto per gli alunni, dovremmo essere noi, per primi, a non averlo in mano. Ma la strada dei nostri tempi ci dice, probabilmente, che questo non è più possibile. Quindi, sono convinta che la strada da percorrere sia quella della consapevolezza e dell’uso controllato di uno strumento di cui oggi – conclude la presidente ANP Lazio – nessuno può più fare a meno’.