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Precariato, il 2022 sarà ricordato come un anno record per quanto riguarda i risarcimenti che lo Stato ha dovuto pagare in seguito alla violazione delle norme europee. È un evidente dimostrazione che i diritti dei precari continuano ad essere calpestati, nonostante le numerose pronunce a loro favore. 

Precariato, 2022 anno record per i risarcimenti dello Stato per violazione norme UE

Anief sottolinea come, per i soli ricorsi promossi dal sindacato, lo Stato è stato costretto a pagare, a titolo di risarcimento al personale precario, ben 9 milioni di euro. Sono diverse le motivazioni associate ai numerosi ricorsi vinti dai precari: si va dall’abuso dei contratti a termine alle ferie non godute e non monetizzate, passando per il mancato riconoscimento della Carta del Docente e il salario accessorio, ovvero la RDP (Retribuzione Professionale Docenti) e il CIA (Compenso Individuale Accessorio) per il personale ATA.

Anief ha sottolineato come siano ben 12mila le nuove richieste di adesione ai ricorsi che vengono promossi gratuitamente dal sindacato: il tempo medio di attesa per il recupero delle somme spettanti è di circa 3 anni mentre il tempo minimo per arrivare a sentenza è di quattro mesi. Da rilevare che le vittorie ottenute con sentenza definitiva sono pari al 100 per cento.

Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ha sottolineato al portale Teleborsa come questi risarcimenti ‘ci rincuorano, perché significa che quella intrapresa è la direzione giusta, sempre a difesa dei diritti del personale’. Tuttavia, come sottolinea il leader sindacale, questi risarcimenti offrono ampi spunti di riflessione a motivo del fatto che la tutela dei diritti del personale precario stia passando sempre più per i tribunali anziché dalle vie legislative. ‘Quelli che presentiamo sono i numeri veri, riguardanti casi e lavoratori reali che hanno portato a termine il loro obiettivo di giustizia avvalendosi dei ricorsi – conclude Marcello Pacifico – prodotti dai legali del nostro sindacato’.