pensioni 2023
Giorgia Meloni

Nelle ultime ore è arrivato il nulla osta in Senato alla Manovra finanziaria 2023 ed anche le misure relative alle pensioni hanno ricevuto l’ok definitivo. Nel frattempo, però, il Governo si sta già mettendo al lavoro per attuare a partire dal 2024 una Riforma pensionistica strutturale.

Manovra 2023: arriva il via libera in Senato anche per le pensioni

Dopo l’approvazione alla Camera è giunto l’ok anche in Senato a proposito delle misure pensionistiche contenute all’interno della nuova Legge di Bilancio. A tal proposito, per il 2023 è stata confermata l’uscita anticipata dal mondo del lavoro con Quota 103, una misura transitoria destinata a chi abbia maturato 62 anni di età e 41 di contributi versati. A ricevere il nulla osta anche Opzione donna con 60 anni di età (59 per le lavoratrici con un figlio e 58 per le madri con 2) e l’Ape sociale senza alcuna particolare modifica rispetto al passato. Confermato, infine, l’aumento delle pensioni minime a 600 euro.

Il nuovo piano del Governo

A poche ore dalla conferma delle misure pensionistiche per il 2023, il Governo si è già messo al lavoro per attuare una Riforma pensioni definitiva che possa entrare in vigore a partire dal 2024. A tal proposito, l’obiettivo sarebbe quello di superare la Legge Fornero, rivedendo il meccanismo di uscita anticipata che ad oggi permette l’accesso alla pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne), ma senza alcun limite in termini anagrafici. Inoltre, in questa stessa ottica Quota 103 dovrebbe fungere da ‘misura ponte’ per arrivare nel 2024 ad una maggiore flessibilità in uscita, con 41 anni di contributi a prescindere dall’età.

Come ha spiegato infatti il sottosegretario al ministero dell’Economia Federico Freni “solamente ragioni di costo hanno richiesto l’inserimento di un coefficiente anagrafico a 62 anni”. Tuttavia, per il futuro ci si aspetta di “consentire, indipendentemente dall’età anagrafica, a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi”. Per quanto riguarda invece il futuro di Opzione donna, il Governo vorrebbe di fatto trovare un sistema per migliorare la misura, dato che per il 2023 non è stato possibile farlo a causa di un’evidente insostenibilità economica.