Quota 103
Cartello scritta Quota 103

Con l’approvazione della manovra finanziaria, dal punto di vista delle pensioni sono state confermate Quota 103, Opzione donna e l’Ape sociale. In particolare, per quanto riguarda Quota 103, a chi conviene usufruire della misura? Quali sono i pro e i contro? Scopriamolo subito.

Le misure contenute nella legge di Bilancio

Come precedentemente anticipato, la nuova Legge di Bilancio ha dato il nulla osta dal punto di vista pensionistico a:

  • Quota 103;
  • Opzione donna;
  • Ape sociale.

Ciò significa, quindi, che per tutto il 2023 i lavoratori potranno andare in pensione in anticipo con 62 anni di età e 41 di contributi versati. Mentre le lavoratrici disoccupate, caregiver o invalide potranno uscire a 60 anni o a 59 e 58 nel caso in cui abbiano rispettivamente uno o due figli. L’Ape sociale, invece, è rimasta pressoché invariata rispetto allo scorso anno. Gli aventi diritto, infatti, potranno lasciare il lavoro a 63 anni con almeno 30 o 36 anni di contributi a seconda del caso. La Legge di Bilancio ha inoltre introdotto il nuovo Bonus Maroni per chi decide di rimandare il momento di andare in pensione.

Pensioni: a chi conviene Quota 103?

Quest’anno quindi Quota 103, la misura di anticipo pensionistico riservata a chi ha 62 anni di età e 41 di contributi versati, fungerà da ‘misura ponte’ che dovrebbe portare l’anno prossimo a Quota 41 secca, senza alcun limite anagrafico. Nel frattempo, però, a chi conviene lasciare il lavoro con questa soluzione? Prima di rispondere alla domanda occorre precisare che chi esce con Quota 103 avrà l’assegno intero se questo arriva a 5 volte il trattamento minimo Inps. Vale a dire dunque fino a circa 2.600 euro lordi all’anno. Chi, invece, ha diritto ad un importo superiore dovrà rinunciare alla differenza fino al raggiungimento dei 67 anni.

Pertanto, quando conviene Quota 103? La risposta dipende ovviamente da diversi fattori. Principalmente dall’importo e dalle condizioni di salute del lavoratore. Inoltre, nella scelta bisogna considerare anche un’altra opzione percorribile. Cioè la pensione anticipata ordinaria che si ottiene con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Con questo meccanismo, infatti, si potrà andare in pensione con il trattamento pieno. Alla luce di queste considerazioni, possiamo dire che Quota 103 può rappresentare un vantaggio solo per chi ha 62 anni di età e 41 di contributi e può avere una pensione non superiore ai 2.600 euro lordi. Negli altri casi è meglio riflettere attentamente sul da farsi.