Supplenze, errori nell'algoritmo

Lo scorso 7 dicembre la giudice Beatrice Marrani ha dichiarato illegittimo l’algoritmo utilizzato dal Ministero dell’Istruzione per l’assegnazione delle supplenze da GPS. L’algoritmo, non considera il punteggio come elemento essenzialeIl ministero dell’Istruzione e del merito è stato condannato a risarcire il docente con incarico al 30 giugno o fino al 31 agosto. Cosa accadrebbe se tutti quelli che sono stati scavalcati in graduatoria per colpa del malfunzionamento dell’algoritmo, si rivolgessero al giudice?

L’algoritmo per le supplenze da GPS è illegittimo

Le parole del giudice sono chiare e non lasciano spazio a dubbi: l’algoritmo delle GPS non funziona bene. Il professore in questione ha reclamato perché all’esito delle operazioni di conferimento delle nomine a tempo determinato nelle graduatorie GPS e GPI sono stati nominati aspiranti posti in posizione inferiore rispetto alla sua, nella graduatoria di riferimento’. Per la giudice è “innegabile la violazione dei richiamati principi di imparzialità costituzionalmente garantiti” e conclude che l’omissione è ‘dovuta ad un errore del sistema informatico, e in modo particolare dell’algoritmo che ha operato un complesso incrocio tra la posizione in graduatoria e le indicazioni preferenziali di questi ultimi espresse nella domanda di partecipazione alla procedura’.

Il Tribunale del Lavoro di Velletri ha riconosciuto il diritto del docente all’assegnazione di uno degli incarichi, al 30 giugno o al 31 di agosto 2023, illegittimamente, attribuito dal Ministero a docenti con punteggio inferiore nei bollettini pubblicati all’inizio dell’anno scolastico. Per cui la domanda sorge spontanea: e se tutti coloro che sono stati scavalcati si rivolgessero ai tribunali?

Rischiamo un balletto delle supplenze?

A far notare il rischio per le supplenze di quest’anno è stato un articolo di Salvo Intravaia su La Repubblica. In altre parole, se tutti i supplenti scavalcati si rivolgessero ad un giudice per ottenere giustizia e il giudice seguisse la stessa linea del Tribunale di Velletri, la scuola italiana rischierebbe un clamoroso balletto di supplenti e metà anno. E’ evidente che la procedura utilizzata per assegnare gli incarichi di supplenza da GPS crea disparità tra aspiranti docenti, per cui è illegittima perché non sempre tiene conto del maggiore punteggio. Se tutti si rivolgessero ai giudici, per gli studenti e la scuola ‘sarebbe un disastro’.