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Supplenze da Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), il Tribunale di Cagliari, con la recente ordinanza N. 12825/22 ha stabilito che l’algoritmo di nomina dei supplenti deve fornire la garanzia che l’organo titolare possa verificare la correttezza degli esiti. In buona sostanza, il docente supplente non può rischiare di rimanere disoccupato solamente perché l’algoritmo utilizzato presenta una ‘falla’. Il personale del Ministero dell’Istruzione deve costantemente verificarne il corretto funzionamento.

Supplenze da GPS, tutto da rifare nel caso in cui un docente venga ingiustamente ‘scavalcato’ da un collega

L’aspetto interessante che emerge dall’ordinanza pronunciata dal Tribunale di Cagliari è che il software e l’algoritmo utilizzato dal Ministero dell’Istruzione per il conferimento degli incarichi a tempo determinato devono rimanere ‘serventi, ausiliari strumentali e mai sostitutivi’ del funzionario pubblico che, di conseguenza, deve rimanere il padrone del procedimento amministrativo. 

Secondo il tribunale sardo, nella vicenda oggetto dell’ordinanza, non è stata data alcuna ragionevole motivazione della scelta dell’attribuzione degli incarichi a docenti con punteggio in GPS inferiore ad altri docenti. Nel particolare caso della ricorrente, la docente presentava incontestabilmente un maggior punteggio rispetto ai colleghi che avevano richiesto la medesima sede. 

L’elemento chiave dell’ordinanza

Il nodo cruciale dell’ordinanza, così come viene ribadito da ‘Il Sole 24 ore’ è rappresentato dalla ‘vera e propria assenza di una attività amministrativa, essendosi demandato ad un impersonale algoritmo lo svolgimento dell’intera procedura di gestione. Un algoritmo, sebbene impostato per tener conto dettagliatamente di posizioni personali, di titoli e di punteggi, mai e poi mai può assicurare la salvaguardia assoluta delle garanzie procedimentali di attribuzione delle supplenze‘.

In parole povere, una ‘macchina’, per quanto possa essere impostata al meglio, non potrà mai sostituirsi al funzionario pubblico che, di conseguenza, deve restare al centro del procedimento amministrativo in questione, in questo caso l’attribuzione degli incarichi di supplenza.