alunni in classe
alunni a scuola

Il problema del numero degli studenti per ogni classe rappresenta uno degli aspetti del mondo della scuola da sempre molto discusso: in modo sistematico, infatti, docenti, dirigenti, genitori e sindacati hanno richiesto e avanzato la necessità di poter formare gruppi classe poco numerosi, sia per motivi didattico-educativi che di sicurezza: con l’emergenza sanitaria, come sappiamo, la questione è diventata ancora più spinosa. In questi giorni il Ministro Valditara è ritornato sull’argomento, parlando di diminuzione degli alunni per classe come misura anti abbandono scolastico. La proposta, però, riguarderebbe una quantità eccessivamente esigua di scuole: di seguito il punto sulla questione.  

La proposta sulla diminuzione degli alunni per classe

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara punterebbe alla diminuzione degli alunni per classe per ostacolare la dispersione scolastica che, negli ultimi anni, mostra chiare tendenze in salita. “Ho chiesto a Invalsi – ha dichiarato qualche giorno fa il ministro a ‘Il Messaggero’ – di individuare le 50 scuole italiane che hanno grandi difficoltà. Voglio partire con una sperimentazione come si è fatto in Francia. In queste realtà più difficili le classi dovrebbero essere molto ridotte, dieci studenti l’una. Ho incarico un gruppo di lavoro di alto profilo di individuare una serie di azioni importanti da realizzare in queste scuole”. La proposta si aggiungerebbe a quella relativa all’introduzione dei docenti tutor anti-dispersione annunciati nei giorni scorsi.

Estendere il piano su più scuole

L’intenzione è stata accolta positivamente dal mondo della scuola, ma subito da più parti si è messo in luce che tale misura per essere valida dovrebbe avere una portata sicuramente maggiore e operare su larga scala.

Come abbiamo visto, il segretario della UIL Scuola Rua D’Aprile ha sottolineato che, a suo avviso, un tale progetto è troppo complesso e sperimentale e che sarebbe più facilmente attuabile puntare ad un numero di 18-20 studenti per classe. Il sindacato Anief ha manifestato grande entusiasmo per tale intento, ma ha subito precisato che coinvolgere solo 50 scuole nel piano di diminuzione degli alunni non avrebbe senso: occorre infatti estendere il piano su vasta scala.

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato, ha dichiarato: “Noi sulla riuscita del progetto non abbiamo alcun dubbio, perché in questo modo i docenti curricolari possono agire con maggiore efficacia sull’azione formativa, modellandola su ogni discente sulla base delle loro singole esigenze. Reputiamo però davvero troppo esigua la sua portata: le scuole che hanno bisogno di classi da dieci alunni sono decine di migliaia. Il problema è che almeno il 20-30% delle 370 mila classi oggi esistenti nel Paese necessitano di essere abbattute numericamente, quindi tre le 50 mila e le 100 mila. Su questo versante non c’è da sperimentare, ma solo di agire su larga scala”, ha concluso Pacifico.