test d'ingresso medicina
Stetoscopio e computer

Quello del numero chiuso e del test d’ingresso di Medicina è un argomento molto dibattuto sia nel mondo universitario che in quello sanitario. Ormai da diversi anni, infatti, si ipotizza l’abolizione della prova d’accesso per gli aspiranti medici. Tuttavia, continuano a rimanere dei forti dubbi a riguardo.

Test ingresso di Medicina: la commissione per eliminare il numero chiuso

La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini è tornata recentemente ad affrontare il delicato tema del numero chiuso. Ormai da diverso tempo, infatti, si discute circa l’abolizione del test d’ingresso per cercare di far fronte al problema della carenza di medici nel settore sanitario italiano. Dall’altro lato, però, si ribadisce l’importanza dello sbarramento che ha permesso ai medici italiani di eccellere nel mondo. Ad ogni modo la ministra Bernini, come ha fatto sapere in una lettera al Corriere della Sera, ha deciso di istituire una commissione al fine di individuare le soluzioni migliori e, quindi, le eventuali modifiche a proposito del meccanismo di selezione degli aspiranti camici bianchi.

Le parole della ministra Bernini

All’interno di una lettera inviata al Corriere della Sera, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha ribadito la volontà di superare il numero chiuso a Medicina. Tuttavia, ha voluto anche ricordare che nonostante manchino medici nel sistema sanitario italiano non è pensabile aprire le porte a tutti gli studenti che intendono iscriversi alla facoltà. Motivo per cui occorre capire qual è il reale fabbisogno di medici e sanitari e capovolgere il sistema, adeguando capacità e offerta al fabbisogno stesso.

A questo proposito la ministra ha istituito una commissione che coinvolge il Ministero della Salute, la Conferenza delle regioni e gli ordini professionali per “definire un programma di accesso alla facoltà di Medicina ragionato ed efficace”. Per farlo sarà ovviamente necessario “individuare un accesso sostenibile a Medicina, che sia una risposta alla richiesta attuale di professionisti da parte del servizio sanitario e del mondo produttivo”. E ancora: “Un sistema della formazione che sappia mantenere standard di efficienza elevati. Lo stesso deve valere per le scuole di specializzazione”. Occorre, quindi, capire se sia sufficiente aumentare il numero di posti disponibili oppure se eliminare del tutto il test d’ingresso. La risposta potrebbe arrivare già nel corso del prossimo trimestre.