Tra le molte assunzioni nella Pubblica Amministrazione annunciate per il 2023, quelle per il Ministero della Cultura sono forse tra le più attese e oggetto di particolare attenzione da parte del mondo della scuola, del turismo e, non per ultimo, da parte dei giovani, laureandi e laureati, che sperano di trovare lavoro in uno dei settori da sempre considerato centrale in Italia. Per questo, nel corso degli ultimi anni l’attenzione verso i concorsi Mibact e gli attuali concorsi per il Ministero della Cultura sono stati tra i più attesi.

Da diverso tempo si sottolinea quanto il rinnovamento del personale di questo dicastero non sia più rimandabile. La dotazione organica del Ministero della Cultura, a fine 2021, contava oltre 19 mila dipendenti, diviso tra personale non dirigenziale (18.854 unità), dirigenti di II fascia (192) e di I fascia (27). Si tratta, però, di numeri purtroppo solo teorici, in un dicastero che per molti dovrebbe occupare un ruolo ancora più centrale in un paese come l’Italia, preposto alla tutela e alla promozione di un patrimonio storico e culturale (nel senso più ampio del termine) che rappresenta una parte fondamentale dell’identità non solo nazionale ma anche europea e mondiale.

Conti alla mano, infatti, mancano all’appello oltre 8 mila unità, pari a circa il 44 per cento del totale teorico: 2.462 le figure mancanti per il personale di III area, 5.745 per la II area e 80 per la I area; 34 i dirigenti di II fascia mancanti.

Questi numeri si riflettono sulla spesa: a pieno organico, il fabbisogno del personale del Ministero comporterebbe una spesa di quasi 600 milioni di euro. Tuttavia, i numeri reali del personale di ruolo, dirigenziale e non, in servizio a tempo indeterminato presso il MiC conta solo a 10.753 unità, che si traducono in una spesa reale pari a poco più di 12 milioni di euro per il personale dirigenziale e a 327 milioni per il personale restante, per un totale pari a complessivi 340 mln, sostanzialmente al di sotto della spesa prevista.

Questi numeri denunciano un forte disallineamento tra che non può che ripercuotersi sul buon andamento e sull’effettiva capacità del Ministero di portare avanti la mission del dicastero istituito nel 2021 dal governo Draghi, che ha distaccato la competenza sul turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, per affidarla ad un apposito Ministero del turismo.

A fronte della grave scopertura di organico evidenziata (a cui si aggiungono i pensionamenti in programma tra il 2022 e il 2023, per un totale di circa 400 unità), è stato avviato un piano di assunzioni – compreso quanto già contrattualizzato nel 2022 – per 3.200 unità circa delle aree per il 2022 (duemila assunzioni già effettuate), 2.942 unità delle aree per il 2023 e 240 unità per il 2024, anche attraverso lo scorrimento di graduatorie in corso (1052 AFAV e 300 Amministrativi oltre che per il concorso RIPAM 434 Assistenti amministrativi ed informatici). È inoltre previsto lo scorrimento per concorsi per 800 unità in Area III e circa 1722 per Area II.

Il nuovo piano dei fabbisogni del personale 2022-2024

Il nuovo piano dei fabbisogni del personale 2022-2024, presentato dal Ministero della Cultura ai sindacati, mostra con chiarezza la volontà di accelerare sul versante delle nuove assunzioni per un totale di circa 6.300 assunzioni entro il 2023, da effettuarsi sia tramite concorsi pubblici sia attraverso stabilizzazione di personale precario, scorrimento di graduatorie, progressioni e mobilità interna.

Si cerca così, come anticipato, di rispondere all’evidente carenza di organico dell’ente, che attualmente si stima essere sotto organico di oltre 8.300 unità. Si tratta quindi di un piano di rinnovamento del personale pubblico particolarmente importante, in uno dei settori da sempre considerato strategico per il nostro Paese ma solo raramente effettivamente valorizzato.

Ad essere ricercate sono, ovviamente, figure preposte e idonee a portare avanti obiettivi ed attività tipiche del Ministero, vale a dire archivisti di stato, restauratori, architetti, archeologi, paleontologi, bibliotecari e non solo.

Come accennato in apertura sono ricercate sia figure dirigenziali sia unità non dirigenziali, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, full time. La distribuzione dei vincitori avverrà presso uffici dislocati in tutta Italia, in base alle preferenze espresse al momento della domanda.

In base alla figura professionale per la quale si concorre, ai partecipanti al concorso pubblico Ministero della cultura è richiesto il possesso di una formazione specifica in ambito universitario, ovvero la laurea magistrale o titoli quali il diploma di specializzazione o il dottorato di ricerca o il master universitario.

I concorsi in uscita entro il 2023

In merito alle 6.382 assunzioni programmate per il prossimo triennio dal Ministero della Cultura, nell’immediato si prevede l’inserimento in organico delle seguenti unità

  • 3.200 nel 2022 (in parte già effettuate)
  • 2.942 nel 2023;
  • 240 nel 2024.

Interessante l’analisi dei profili che saranno interessati dal piano: le procedure saranno rivolte a sia personale non dirigenziale come funzionari, bibliotecari, archivisti e addetti alla vigilanza, sia a dirigenti.

Già nel mese di dicembre 2022 è stato indetto il nuovo concorso per 518 posti da funzionario di III area funzionale, posizione economica F1, di cui 268 archivisti di Stato e 250 altri profili (Archeologo, Architetto, Bibliotecario, demo-etno-antropologo, Paleontologo, Restauratore, Storico dell’arte).
A gennaio 2023 la Presidenza del Consiglio dei ministri ha pubblicato il bando per il nuovo Concorso SNA 2023 per l’assunzione di 352 dirigenti. Il concorso, rivolto a laureati, prevede l’assunzione di 12 dirigenti con professionalità amministrativa da destinare proprio al Ministero della Cultura.

Per il 2023, inoltre, il ministero ha in programma di bandire concorsi per ulteriori 300 posti così suddivisi:

  • 200 assistenti di area II, F2: il bando è in uscita entro il 2023;
  • 100 funzionari di area III, F1 (per assistenti tecnici e funzionari scientifici).

Infine, il Ministero intende avviare (come riportato dal piano) opportune procedure comparative interne così da “valorizzare le competenze e l’esperienza professionale acquisita dal personale interno mediante le cd. progressioni d’area”. Confermata, inoltre, la volontà di dare il via a opportuni percorsi di stabilizzazione dei contratti flessibili in applicazione della legge Madia.