Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio
Giorgia Meloni

Il Governo ha finalmente ultimato la bozza della Riforma fiscale che sarà presentata al Consiglio dei Ministri molto probabilmente già nel corso della prossima settimana. Il testo, suddiviso in 5 parti e 22 articoli, delega l’Esecutivo ad adottare entro 24 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento stesso uno o più decreti legislativi per la revisione del sistema tributario.

Riforma fiscale: cosa prevede la bozza

Con la Riforma fiscale il Governo si impegna a ripensare l’impianto complessivo delle tasse italiane. All’interno della bozza vengono affrontati diversi punti fra cui la riduzione delle aliquote Irpef da 4 a 3 scaglioni, lo sdoppiamento dell’Ires, il rafforzamento dello Statuto dei diritti del contribuente, la semplificazione dei “procedimenti dichiarativi, accertativi, di riscossione e del contenzioso”, la ristrutturazione delle “sanzioni amministrative e penali” e il riordino delle norme in testi unici. Tutti cavalli di battaglia del Governo Draghi, ad eccezione della riforma del Catasto che aveva trovato l’opposizione del centrodestra.

Irpef e Ires

Il primo step della Riforma fiscale consisterà nella riduzione a 3 scaglioni delle aliquote Irpef “secondo i criteri posti dalla normativa Ue, al fine di prevedere una tendenziale omogeneizzazione del trattamento Iva per i beni e servizi similari”. Questo, nell’ottica del Governo, dovrebbe rappresentare di fatto l’inizio di un percorso che dovrebbe infine culminare con la flat tax. Per quanto riguarda l’Ires, l’imposta sui redditi delle società, l’idea sarebbe quella di sdoppiarla affiancando all’aliquota ordinaria del 24% una tassazione agevolata per la quota di reddito. Destinata nei due anni successivi alle assunzioni o agli investimenti in beni strumentali innovativi o qualificati.

Capitolo a parte quello relativo alla razionalizzazione delle aliquote Iva. Al fine di garantire trattamenti fiscali equi su beni simili fra loro e semplificare le regole sulle detrazioni e sui meccanismi di rimborso dei cittadini. Ritenuti questi ultimi ancora troppo complessi ed artificiosi dalla maggior parte degli italiani.