quota 41
Cartello, numero 41

A causa della recente impennata della spesa pensionistica, Quota 41 scompare dal Def appena pubblicato: “Con pochi miliardi non si fa” ha commentato lo stesso capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. Quali sono, quindi, le alternative possibili per l’uscita anticipata?

Spesa pensionistica in continua crescita

Come confermato dal Documento di economia e finanza (Def), negli ultimi cinque anni la spesa pensionistica è aumentata di quasi 50 miliardi. Si è infatti passati dai 268,5 miliardi del 2018 ai 317,9 miliardi stimati per il 2023. A ciò si aggiunge inoltre che nel corso del prossimo biennio essa crescerà ancora al ritmo del 7,1% e nel 2025 si potrebbe arrivare alla soglia dei 350 miliardi. Motivo per cui Quota 41 non potrà essere introdotta a stretto giro, benché resti uno degli obiettivi del Governo da raggiungere entro la fine della legislatura.

A confermarlo lo stesso capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari: “Con pochi miliardi Quota 41 non si fa”. Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato che al momento le priorità del Governo riguarderebbero il sostegno delle famiglie e delle imprese e, dunque, non la Riforma delle pensioni.

Quota 41 fuori dal Def: quali sono le alternative

Bisogna tuttavia ricordare che con la scadenza di Quota 103 a fine anno e senza l’introduzione di Quota 41, i lavoratori nel 2024 potranno andare in pensione soltanto a 67 anni oppure con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne). Ad ogni modo, il Ministro del Lavoro Marina Calderone si aspetta di far ripartire il confronto con i sindacati sul tema pensionistico già dopo l’estate, ma non si esclude ancora del tutto la proroga di un altro anno di Quota 103, probabilmente modificata con un rafforzamento della staffetta generazionale. Discorso analogo anche per Opzione donna e per l’Ape sociale che potrebbe essere presto estesa.