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Accompagnare un alunno disabile in gita è responsabilità del docente di sostegno? E se non può andare, è suo compito trovare qualcuno che lo sostituisca? Un lettore scrive: Sono una docente precaria di sostegno in una scuola secondaria di secondo grado e seguo un alunno con disabilità grave. La classe ha in programma un’uscita a cui lui parteciperà in orario pomeridiano, accompagnato dalla mamma. Io non ho dato disponibilità per motivi di salute, ma la Dirigente mi ha accusata di aver provocato un disagio alla scuola e allo studente e mi ha chiesto di trovare qualcuno che mi sostituisca come accompagnatrice. Ma è compito mio trovare un sostituto? Esiste una norma che me lo impone?  Al quesito risponde l’avvocato Maria Rosaria Altieri.

Alunno disabile: cosa prevede la normativa

Non è il primo quesito posto da un docente che deve accompagnare un alunno in gita. Infatti, l’avvocato Altieri risponde: Si è già avuto modo di precisare che la partecipazione alle gite da parte del docente (anche di sostegno) non rientra tra le attività obbligatorie come definite dagli artt. 28 (Attività di insegnamento) e 29 (Attività funzionali all’insegnamento) del CCNL 2006-09. La partecipazione alle gite, invece, rientra tra le attività aggiuntive previste dall’art. 130 CCNL 2006-09 e quindi non è attività obbligatoria. Conseguentemente gli organi collegiali a cui spetta deliberare in materia (Collegio docenti e Consiglio di Istituto), dovranno verificare l’esistenza della disponibilità dei docenti accompagnatori. Senza tale disponibilità nessuna uscita o viaggio potrà essere organizzato.

Ciò vale anche per il docente di sostegno, il quale non solo non è obbligato a partecipare all’uscita didattica, ma non è neppure tenuto a trovare il sostituto che accompagni l’alunno disabile. Tale incombente deve ricadere sulla scuola. Infatti, la citata C.M. n. 291/1992, all’art. 8, comma 2, non più in vigore, recitava che “Nel caso di partecipazione di uno o più alunni in situazione di handicap, si demanda alla ponderata valutazione dei competenti organi collegiali di provvedere, in via prioritaria, alla designazione di un qualificato accompagnatore contemplato al primo capoverso del presente punto, nonché di predisporre ogni altra misura di sostegno commisurata alla gravità della menomazione”.

Cosa stabilisce il MIM per l’alunno disabile?

Ma anche a prescindere da ciò, come ricordato dallo stesso MIM sul proprio sito istituzionale, “l’alunno con disabilità è assegnato alla classe comune in cui si realizza il processo di integrazione. Pertanto la presa in carico e la responsabilità educativa dell’alunno con disabilità spettano a tutto il Consiglio di Classe, di cui fa parte il docente per le attività di sostegno. Non a caso, il DPR 970/1975 con cui è stata istituita giuridicamente tale figura professionale (poi meglio caratterizzata nella L. 517/77) lo definisce un insegnante “specialista”, dunque fornito di formazione specifica, che, insieme ai docenti curricolari, sulla base del Piano Educativo Individualizzato, definisce le modalità di integrazione dei singoli alunni con disabilità, partecipandovi attivamente”.

Ma vi è di più. L’art. 25 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, al comma 2, dispone che il Dirigente scolastico della scuola “assicura la gestione unitaria dell’Istituzione scolastica predisponendo gli strumenti attuativi del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), promuove l’autonomia sul piano gestionale e didattico; promuove l’esercizio dei diritti costituzionalmente tutelati, quali il diritto all’apprendimento, la libertà di insegnamento dei docenti, la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie. Ha la legale rappresentanza dell’istituzione scolastica, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, ha autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane. In particolare, organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formativa ed è titolare delle relazioni sindacali”. Il comma 4 del medesimo articolo dispone che “Nell’ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale”.

La responsabilità è del DS

Peraltro, come chiarito nella nota MIUR n. 3390 del 30/11/2001 “Il dirigente scolastico, nell’ambito degli autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, assicurerà in ogni caso il diritto all’assistenza, mediante ogni possibile forma di organizzazione del lavoro (nel rispetto delle relazioni sindacali stabilite dalla contrattazione), utilizzando a tal fine tutti gli strumenti di gestione delle risorse umane previsti dall’ordinamentoDunque, il docente di sostegno non ha né il potere, né il dovere di trovare un sostituto accompagnatore in gita dell’alunno disabile.