Calcolatrice e denaro
Calcolatrice e denaro

Il nuovo taglio contributivo, ovvero il taglio del cuneo fiscale previsto dal Governo Meloni, sarà del 7% per i redditi fino a 25.000 euro e del 6% per redditi fino a 35.000 euro. Di recente NoiPA ha emesso un avviso in cui dà informazioni circa l’applicazione della misura nei cedolini mensili. Il diritto viene calcolato su base mensile, il che si traduce nel fatto che potranno usufruire del taglio del 7% coloro che hanno un imponibile previdenziale fino a 1.923 euro mensili e del 6% coloro che lo hanno di 2.692 euro mensili. Il reddito si considera quindi al lordo dei contributi previdenziali.

Chi non ha diritto al taglio dei contributi del 7%

In base a quanto indicato sopra, non hanno diritto al taglio del cuneo fiscale del 7% tutti coloro che superano il limite reddituale massimo di 1923 euro mensili. In questa categoria rientrano:

  • tutti i docenti a tempo pieno (proprio perché tutti lo superano, ad esclusione di quelli con orario ridotto)
  • i pensionati, in quanto non assoggettati a contributi previdenziali
  • i docenti in Naspi, perché sull’indennità di disoccupazione non gravano le ritenute previdenziali.

Taglio del cuneo fiscale del 6%: chi è escluso nella scuola

Concentrandoci sul comparto scuola, siamo in grado di dire che pure il taglio del 6% non spetta a tutti. Ad essere penalizzate sono le fasce di anzianità più alte, perché superano i limiti reddituali e per la precisione:

  • docenti scuola primaria e infanzia: le fasce 28 e 35, superando gli imponibili contributivi di € 2.692 mensili, non ne hanno diritto.
  • docenti diplomati secondaria: le fasce 21, 28 e 35, superando gli imponibili contributivi di € 2.692 mensili, non ne hanno diritto.
  • docenti di scuola secondaria di I grado: le fasce 21, 28 e 35, superando gli imponibili contributivi di € 2.692 mensili, non ne hanno diritto.
  • docenti di scuola secondaria di II grado: le fasce 15, 21, 28 e 35, superando gli imponibili contributivi di € 2.692 mensili, non ne hanno diritto.

Altre cose da sapere

Per quanto riguarda le indicazione sopra, si è preso come punto di riferimento lo stipendio medio mensile di agosto. Il diritto al bonus si perde, nel caso gli imponibili previdenziali siano sforati, solo per il mese di competenza. Se nel mese successivo l’imponibile scende, il diritto viene ripristinato. Una cosa importante da sapere è che il taglio dei contributi aumenta la tassazione. In pratica, mentre da una parte viene diminuito l’imponibile previdenziale, dall’altra parte si alza il reddito in automatico e aumenta l’imponibile fiscale. Di conseguenza, la tassazione aumenta per chi lo riceve.

Il rimborso sarà effettuato il mese successivo a quello di competenza. Per esempio, il rimborso di luglio 2023 sarà effettuato ad agosto. L’ultimo rimborso del 2023 di dicembre, sarà effettuato a gennaio 2024. Altri dettagli possono essere compresi leggendo la nota INPS in merito.