Riscatto anticipato INPS, non solo per la laurea: a cosa serve, chi può richiederlo e costi

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Il riscatto anticipato INPS serve ai lavoratori che sono in procinto di andare in pensione per riscattare i contributi mancanti ai fini previdenziali oltre che pensionistici. Ai fini del raggiungimento del numero degli anni necessari per ottenere la pensione, il lavoratore che non raggiunge l’intero periodo contributivo può chiedere di riscattarlo grazie ad un’istanza presentata all’INPS.

Riscatto anticipato INPS: tutto quello che c’è da sapere

La procedura per usufruite del riscatto anticipato ovviamente non è gratuita, cioè occorre pagare un determinato importo. Proprio per tale motivo, il riscatto anticipato si differenzia rispetto ai contributi figurativi (malattia o congedo di maternità) in quanto questi ultimi sono accreditati automaticamente senza nessun onere per il lavoratore.

Vediamo dunque come funziona il riscatto anticipato dei contributi, in quale circostanza si può chiedere, chi può usufruirne, quando occorre presentare l’istanza e il suo costo.

Riscatto anticipato dei contributi INPS: a cosa serve

Quando è indispensabile recuperare i periodi privi di versamenti previdenziali, il lavoratore chiede all’INPS il riscatto degli stessi, operando dei versamenti aggiuntivi e integrativi. Tali versamenti diventano utili ai fini del conseguimento della pensione e della determinazione del suo importo.

In definitiva, i contributi riscattati, conseguenza del pagamento oneroso da parte del lavoratore, sono considerati a tutti gli effetti come se fossero stati versati nel periodo ai quali si riferiscono, ovvero indispensabili per conseguire il diritto a riscattare tutte le prestazioni previdenziali e pensionistiche, compresa la pensione di anzianità.

Riscatto anticipato contributi: la laurea al primo posto, ma esistono tanti altri casi

La maggior parte delle volte il lavoratore riscatta gli anni del corso di studi per il conseguimento della laurea. Tuttavia, esiste un ampio ventaglio di casi qui di seguito elencati:

  • i periodi di lavoro compiuti all’estero;
  • i periodi di lavoro non coperti da contribuzione;
  • i periodi di lavoro per contributi omessi o prescritti;
  • il servizio civile successivo al 1° gennaio 2009;
  • l’aspettativa per gravi motivi di famiglia;
  • i periodi di assenza facoltativa per maternità al di fuori del rapporto di lavoro (la maternità obbligatoria è coperta da contributi figurativi gratuiti).

A questi casi si aggiungono poi ulteriori possibili situazioni lavorative legate alla norma della “pace contributiva” introdotta in via sperimentale, dal 2019 al 2021 per i lavoratori più giovani, senza contributi antecedenti al 1996. Per questi lavoratori, infatti, è possibile chiedere il riscatto attraverso il pagamento di oneri agevolati riferibili ai periodi per i quali non sussiste l’obbligo contributivo, fino ad un massimo di 5 anni.

Possono, invece, essere riscattati solo se successivi al 31 dicembre 1996 i contributi derivanti:

  • dalla sospensione o interruzione del rapporto di lavoro, con diritto alla conservazione del posto, per un massimo di 3 anni;
  • per la formazione, lo studio, la ricerca o l’inserimento, se i periodi sono risultati utili all’acquisizione di titoli, per gli attestati o le competenze professionali richieste per l’assunzione o per la progressione in carriera;
  • per intervalli tra lavori discontinui, stagionali o temporanei: è richiesto il possesso dello stato di disoccupazione durante i periodi scoperti da recuperare;
  • per periodi part time durante i quali non risulti svolta attività lavorativa.

Contributi per il Riscatto anticipato: la domanda va presentata all’Inps territoriale oppure online

L’istanza di riscatto anticipato dei contributi va presentata o di persona o attraverso un Ente di patronato. Tale richiesta va inoltrata all’Inps territorialmente competente in base al luogo di residenza del richiedente, presso l’ufficio o anche tramite il servizio online. L’Inps comunica poco dopo all’interessato l’importo da pagare (onere di riscatto) attraverso una raccomandata o tramite Pec, indicando anche le modalità ed i termini previsti per effettuare i versamenti dovuti.

Costo e pagamento dei contributi

Il costo del riscatto anticipato si calcola con il metodo della ‘riserva matematica’ se il periodo da recuperare non va oltre il 31 dicembre 1995 (o entro il 31 dicembre 2011, per coloro che possedevano almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995), o con il sistema percentuale per i rimanenti e per tutti coloro che si avvalgono dell’opzione contributiva o del computo presso la gestione separata Inps.

Il pagamento dei contributi riscattati avviene tramite il servizio online direttamente sul portale Inps, alla sezione “Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite”. Per accedere occorre il codice fiscale ed il numero di pratica indicato nel provvedimento di accoglimento dell’istanza. In alternativa è possibile accreditarsi attraverso l’app di pagamento PagoPA. Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione, entro 60 giorni dalla data di ricezione del provvedimento, oppure in forma rateale (fino a un massimo di 60 rate, che possono arrivare a 120 nel caso di pace contributiva), solo se il richiedente non è già pensionato e se i contributi riscattati non sono da utilizzare immediatamente per il diritto a un trattamento pensionistico.

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