Pensionati
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Il Governo Meloni è nuovamente a lavoro sulla Manovra finanziaria al fine di rivedere la norma che stabilisce il taglio delle aliquote di rendimento delle pensioni di diverse categorie di dipendenti statali tra cui medici, infermieri, dipendenti di enti locali, maestri d’asilo e ufficiali giudiziari. 

Taglio pensioni medici e statali: le 3 ipotesi di modifica

Come precedentemente anticipato, il Governo è pronto a rivedere la norma che taglia le pensioni di medici e statali. In particolare, nel corso dell’ultimo incontro tra Esecutivo e sindacati avvenuto a palazzo Chigi sarebbero emerse 3 possibili ipotesi di intervento, sempre nel rispetto dei vincoli di bilancio:

  • salvaguardia dell’assegno per chi va in pensione raggiunti i requisiti di vecchiaia;
  • taglio graduale per chi sceglie l’anticipo;
  • mantenimento dei diritti acquisiti al 31 dicembre 2023.

Il commento dei sindacati

All’incontro, oltre ai principali rappresentanti del Governo, hanno partecipato anche i leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cida, Cisal, Confintesa, Confsal e Usb. Al termine del confronto Cgil e Uil hanno aspramente criticato l’operato dell’Esecutivo. In particolare, Maurizio Landini ha commentato: “Al momento il Governo non ha cambiato nulla della manovra. Si è limitato a dire che stanno ragionando. Continua a essere una manovra sbagliata”. Negativo è anche il giudizio di Pierpaolo Bombardieri. “Il Governo ha confermato l’impostazione della manovra. Si conferma ancora una volta l’insensibilità alle tante richieste che vengono dalle piazze”. Leggermente più favorevole è stata invece la reazione della Cisl. “Incontro importante sia nel metodo sia nel merito. Il Governo si è impegnato per modifiche su pensioni“. Ha dichiarato Luigi Sbarra

Non ha tardato ad arrivare neppure la replica della premier Giorgia Meloni. “Stiamo lavorando per modificare la misura nel migliore dei modi, garantendo che non ci sia nessuna penalizzazione per chi si ritira con la pensione di vecchiaia e garantendo che non ci sia nessuna penalizzazione per chi raggiunge al 31.12.2023 i requisiti attualmente previsti. Questo per tutti, non solo per il comparto sanità. Per il comparto sanità si sta valutando un ulteriore meccanismo di tutela”.