Il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, Mario Pittoni
Il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, Mario Pittoni

Il mancato passaggio dell’emendamento al decreto anticipi che avrebbe introdotto il doppio canale di reclutamento utilizzando le Gps non va vista come una sconfitta. La maggioranza starebbe infatti lavorando ad una sua reintroduzione. Non dimentichiamo infatti che, in tempi non sospetti, il doppio canale veniva già applicato, ed era stato introdotto da Sergio Mattarella, allora Ministro dell’Istruzione e oggi Presidente della Repubblica. Nelle scorse ore sul tema è intervenuto Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, già presidente della commissione Cultura al Senato, spiegando le ragioni dell’importanza di questo meccanismo di assunzioni del personale docente. Solo poche settimane fa lo stesso aveva infatti lasciato trapelare la possibilità di un possibile ricorso a graduatorie per titoli e servizi.

Mario Pittoni (Lega) sul doppio canale di reclutamento

Riportiamo l’intervento di Mario Pittoni (Lega) pubblicato poche ore fa sulla propria pagina Facebook:

“Sulla scuola vogliamo occuparci di questioni concrete? La procedura concorsuale classica (in Italia) per accedere ai posti di insegnante a tempo indeterminato consiste nella selezione dei più preparati teoricamente. Secondo un principio più volte ribadito dalla Suprema Corte, ad essa si può affiancare (nel limite massimo del 50%) una procedura riservata che selezioni secondo il parametro della professionalità acquisita. È il cosiddetto “doppio canale“, attivato in tale settore per la prima volta nel 1989 dall’allora ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella, che – previa intesa con Bruxelles – si rende necessario rilanciare, vista la crescita esponenziale delle supplenze negli ultimi anni per l’eccessiva lentezza del tradizionale concorso per titoli ed esami. Cosa che mette pesantemente a rischio la qualità del servizio offerto ai nostri ragazzi.”

Unità anche sul fronte sindacale

Anche i sindacati già da tempo stanno spingendo per il doppio canale di reclutamento. In prima linea troviamo l’organizzazione sindacale Anief, a cui successivamente hanno fatto eco anche le altre sigle maggiormente rappresentative. “L’obiettivo – ha commentato il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico –  è sempre quello di evitare e prevenire l’abuso dei contratti a termine e rispondere alla pendente procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea e che in tempi non troppo lunghi andrà inevitabilmente a bacchettare l’operato del nostro governo”.