stipendi scuola
stipendi scuola

Sta facendo molto discutere la manovra politica presentata dalla Lega in merito agli stipendi degli insegnanti, che diventerebbero più alti nelle regioni in cui si registra un maggiore caro vita. I sindacati hanno espresso il proprio dissenso, sostenendo che il Paese non deve essere diviso, ma che occorre lavorare per arrivare ad un incremento delle retribuzioni per tutti i lavoratori della scuola.

Il no dell’ANIEF alla differenziazione degli stipendi

“Differenziare gli stipendi dei docenti in base alle Regioni dove la vita è più cara non è corretto, perché sarebbe uno smacco nei confronti di quelli che insegnano in condizioni altamente difficili in altre zone d’Italia. Quello che si può fare, invece, è introdurre delle indennità dovute alle trasferte, alle difficoltà del territorio, al grado di dispersione, alla presenza di alunni stranieri e con limiti di apprendimento”: così si è espresso Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando l’ordine del giorno approvato dal Governo che impegna a riproporre le “gabbie salariali” per il pubblico impiego, a partire dagli insegnanti.

Comunicato FLC CGIL

In un comunicato stampa, anche la FLC CGIL ha espresso il suo forte dissenso verso questa manovra politica: “Invece di aumentare gli stipendi, trovando le giuste risorse per il rinnovo del contratto Istruzione e Ricerca 2022-24, il Governo pensa evidentemente a come abbassarli. Solo così possiamo interpretare l’approvazione nottetempo dell’ordine del giorno presentato dalla Lega che vorrebbe introdurre una distinzione dello stipendio, in particolare del personale della scuola, attraverso “una quota di reddito correlato al luogo di attività”. Si immagina dunque non solo di retribuire diversamente chi lavora al Sud, al Centro e al Nord, ma anche chi lavora nelle aree metropolitane rispetto a chi lavora nella provincia. Niente di nuovo sotto il sole, ciò significa reintrodurre le gabbie salariali in un Paese che avrebbe soprattutto bisogno di superare i divari territoriali che lo affliggono.

Con l‘autonomia differenziata il Governo vuole dividere il Paese e con le gabbie salariali punta a dividere anche i lavoratori tra di loro. La FLC CGIL continuerà ad opporsi fermamente a questi progetti divisivi e continuerà a lottare e mobilitarsi per una scuola pubblica unitaria e per dignitose retribuzioni per tutto il personale della scuola e su tutto il territorio nazionale”.