Supplenti brevi
Supplenti brevi

Ancora una volta a fare i conti col sistema farraginoso di comunicazione tra Mef e Noipa sono i supplenti brevi, docenti e ATA. Nulla è cambiato anche quest’anno rispetto agli anni precedenti. E a farne le spese è anche l’organico aggiuntivo PNRR e Agenda Sud. Tutti questi precari si ritrovano ad attendere lo stipendio per mesi, vedendo il primo pagamento a dicembre se non gennaio se hanno iniziato a lavorare a fine settembre. E tutto questo nonostante questi lavoratori rappresentino il motore della macchina scolastica, ‘costretti’ ad accettare anche convocazioni ‘lampo’, inviate non solo tramite email ma anche tramite telefonate che richiedono magari la presa di servizio anche dopo mezz’ora dall’accettazione.

Come avviene il pagamento delle supplenze

Dopo la presa di servizio la segreteria inserisce i dati sul SIDI e li invia a NoiPA, il portale degli stipendi per i dipendenti della Pubblica Amministrazione. Il compito di NoiPA è quello di acquisire i dati e di provvedere alla gestione del trattamento economico spettante. La scuola verifica, per ogni supplente, il risultato del calcolo elaborato da NoiPA. Se ci sono variazioni (es. ferie non fruite, assenze, assegno nucleo familiare) la scuola inserisce le variazioni e le comunica nuovamente a NoiPA. Se non ci sono variazioni la scuola autorizza il pagamento dello stipendio. I dati vengono quindi inviati alla Ragioneria Provinciale dello Stato, la quale verifica la disponibilità dei fondi e, se ci sono i soldi, autorizza il pagamento, altrimenti NoiPA verificherà di continuo fino a quando il Ministero non provvederà a caricare il borsellino. Visti tutti questi passaggi i pagamenti delle supplenze temporanee dovrebbero essere corrisposti dopo 2 mesi dalla stipula del contratto.

Difficoltà nei pagamenti dei supplenti brevi

In questi anni i supplenti brevi si sono visti applicare ritardi ben superiori ai 2 mesi. Sistema più snello per il pagamento veloce degli stipendi era stato annunciato dal Ministro Valditara lo scorso aprile in Consiglio dei Ministri, eppure in realtà non è cambiato nulla, nonostante anche la continua denuncia da parte dei sindacati. A seguito di questi ritardi inutile dire le difficoltà a cui va incontro il personale scolastico, docente e ATA, soprattutto fuori sede, che si ritrova ad avere spese di viaggi e affitti che non possono attendere, mentre ancora devono ricevere il pagamento dello stipendio da 3/4 mesi.