Superbonus
Cantieri

Che cosa succederà al Superbonus nel 2024? La misura nata in emergenza Covid al tempo del Governo guidato da Giuseppe Conte non è molto ben vista, come noto, dall’esecutivo Meloni. Anche per una questione di costi. Quindi una proroga secca anche al 2024 del Superbonus al 110% per condomini e villette unifamiliari è decisamente da escludere.

Superbonus, il punto della situazione

Se parlamento o Governo non interverranno in queste giornate nell’ottica di una proroga o di una salvaguardia ad esempio dei lavori nei condomini, a partire dal 1 gennaio 2024 l’agevolazione scenderà al 70%, per poi calare ancora al 65% nel 2025, dopodiché l’agevolazione terminerà. C’è anche una ulteriore differenziazione visto che gli aiuti dal 2024 saranno riservati solamente ai condomini. Per quel che riguarda le villette lo sconto fiscale si concluderà con il termine dell’anno in corso. Il 110% come è stato fino a questo momento dovrebbe rimanere solo nelle zone del cratere sismico.

Il Governo intende fare un’uscita il più soft possibile

Come riporta Il Corriere della Sera, un intervento a costo zero sul 2024, come quello proposto da Guido Liris di Fratelli d’Italia sarebbe ancora possibile. L’Esecutivo preferirebbe un’uscita dal 110% con meno traumi possibili. Senza interventi il rischio che esploda un grande contenzioso tra i committenti e le imprese è altissimo. Soprattutto nei condomini dove restano da fare 12,6 miliardi di euro di lavori entro la fine dell’anno per mantenere il 110%.

“Visto che le detrazioni vengono riconosciute al fronte di uno Stato di avanzamento dell’opera, e che questo può essere fatto solo al 30% o al 60% dei lavori – spiega il Corriere della Sera – si tratterebbe di autorizzare un Sal straordinario a fine anno, col quale il direttore dei lavori possa asseverare spese e lavori fatti fin lì, assicurando per essi la detrazione al 110%. Servirebbe, quanto meno, a salvare chi oggi non è arrivato al 30 o al 60% dei lavori e dunque non può rendicontare le lavorazioni fatte”. Cna afferma che “senza una proroga limitata nel tempo e circoscritta ai condomini che stanno ultimando i lavori, circa 25 mila cantieri non potranno completare gli interventi, con pesantissimi effetti sulle imprese e sulle famiglie e con la prospettiva di migliaia di contenziosi legali”. La decisione definitiva è attesa nei prossimi giorni.