Reclutamento AFAM
Reclutamento AFAM

Quando parliamo di comparto AFAM facciamo riferimento agli Istituti dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica che svolgono attività di formazione, produzione e ricerca in campo artistico nei settori delle arti visive, musicali, coreutiche, drammatiche e del design. Vi rientrano Accademie di belle arti statali, Accademie di belle arti legalmente riconosciute, Accademia nazionale di Arte Drammatica, Accademia nazionale di Danza, Conservatori di musica, Istituti musicali pareggiati, Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA) e Istituzioni autorizzate a rilasciare titoli di Alta Formazione artistica, Musicale e Coreutica. Ma come si insegna oggi in questo ambito? Facciamo chiarezza.

AFAM: una sintesi

A che punto siamo per quanto riguarda il reclutamento di chi insegna nel comparto AFAM? Il sistema che conosciamo, che prevede graduatorie d’istituto, non è stato eliminato. Di fatto infatti vengono pubblicati bandi e redatte graduatorie, convocando personale che viene assunto con contratti a tempo determinato. Con riferimento alle graduatorie nazionali (pensiamo alla 128, la 205 e la 205 bis) da queste è stato reclutato personale anche per contratti a tempo indeterminato. Con Legge n. 14/2023 (approvata lo scorso 24 febbraio) di conversione del D.L. n. 198/2022, cosiddetto “decreto milleproroghe”, è stata introdotta una importante disposizione in tema di reclutamento dei professori del settore AFAM. Per il solo anno accademico 2023/2024 sono state due le novità rispetto al sistema di reclutamento previgente:

  1. Per un verso, sono state rese utili per le assunzioni a tempo indeterminato le graduatorie adottate dalle Istituzioni recentemente statizzate (ai fini della stabilizzazione del personale connessa al processo di statizzazione) a cui quest’ultime sono obbligate ad attingere in via prioritaria rispetto alle vigenti graduatorie nazionali per titoli (e, cioè, in ordine gerarchico, le cosiddette “graduatorie 143”, “graduatorie 128”, “graduatorie 205” e “graduatorie 205 bis”) da cui si potrà reclutare solo dopo l’eventuale infruttuoso scorrimento delle prime.
  2. Per altro verso (ed era la novità più rilevante), nel caso di sussistenza di posti liberi e vacanti all’esito dello scorrimento delle graduatorie nazionali indicate al punto che precede, ogni singola Istituzione è stata facoltizzata ad indire un concorso di sede per titoli ed esami per l’individuazione del/dei soggetto/i meritevole/i di essere assunto/i a tempo indeterminato (cosiddetta “immissione in ruolo”)

L’innovativa previsione dei concorsi di sede aveva sollevato un vespaio di critiche da parte di chi avrebbe preferito l’adozione di una ulteriore ed ennesima graduatoria nazionale per soli titoli (l’ipotetica “205-ter”). Va detto però che questa procedura contestata non è una novità per il reclutamento nel comparto AFAM perchè molte volte anche per stilare graduatorie conseguenti a bandi d’istituto, si è affiancata una prova d’esame accanto alla valutazione dei titoli. Probabilmente a seguito delle contestazioni sindacali il Decreto Salva Infrazioni ha aggiunto un’ulteriore procedura rivolta ai precari con 3 anni di servizio.

Gli ultimi risvolti

Lo scorso 16 novembre 2023 si è assistito al via libera da parte del Consiglio dei Ministri alla riforma del regolamento sul reclutamento del personale delle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM). Le nuove norme, attese da oltre vent’anni, sono contenute in uno schema di decreto del Presidente della Repubblica. Nello specifico l’intervento normativo mira principalmente ad avvicinare il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica a quello universitario tramite un sistema di reclutamento più selettivo ed oggettivo basato sull’Abilitazione artistica nazionale.

Diverse le direttrici su cui si è intervenuto: dal decentramento delle procedure di reclutamento e di valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni alla programmazione dei fabbisogni formativi e di personale al superamento della mobilità nazionale e alla disciplina della figura del ricercatore. Inoltre, lo schema di reclutamento contiene specifiche misure per la prevenzione e il superamento del precariato, così come la previsione di un periodo transitorio al fine di tutelare chi è collocato nelle graduatorie nazionali a esaurimento. Il nuovo sistema di reclutamento si dovrebbe applicare a decorrere dall’a.s 2024/25.