sostegno
sostegno

In più occasioni abbiamo sottolineato che in Italia l’unica strada per ottenere la specializzazione per il sostegno alle attività didattiche per gli alunni con disabilità è accedere e frequentare il Tirocinio Formativo Attivo: nello stesso tempo, però, sappiamo che l’accesso a tale percorso è a numero chiuso e prevede tre prove spesso complesse da superare. Per questo motivo, molti aspiranti docenti di sostegno negli anni hanno deciso di conseguire il titolo in Paesi stranieri, in modo particolare in Spagna o Romania. Una recente sentenza del TAR, però, ha ritenuto non valida la specializzazione ottenuta da una docente presso una università rumena: di seguito i punto della questione.

Mancato riconoscimento della specializzazione sostegno conseguita in Romania

Si tratta del caso di una docente a cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito aveva negato la validità del titolo di specializzazione per il sostegno conseguito in Romania: con la sentenza 19084 del 17 ottobre 2023, pubblicata il 18 dicembre scorso, la Sezione quarta bis del TAR Lazio ha rigettato il ricorso presentato dall’interessata, ritenendo valide le motivazioni del Ministero.

Nell’atto della richiesta di riconoscimento del titolo conseguito in Romania, il MIM aveva condotto un confronto con il titolo ottenibile in Italia, così come disposto dal Consiglio di Stato, rilevando “che le conoscenze complessivamente possedute dall’istante, risultanti dal complesso di diplomi e di attestazioni da esso posseduti, nonché dal complesso di esperienza professionale maturata sia in Italia che in Romania, non soddisfano, nemmeno parzialmente, le condizioni per accedere all’insegnamento, in Italia, in qualità di insegnante specializzato sul SOSTEGNO”.

La sentenza del TAR Lazio

Il TAR ha riconosciuto che “il Ministero è giunto alla decisione finale di negare il riconoscimento solo dopo aver effettuato la suddetta comparazione, all’esito della quale ha riscontrato incolmabili differenze sotto vari profili tra la formazione sul sostegno conseguita all’estero e quella prevista dalla normativa italiana per l’accesso all’insegnamento in qualità di insegnante specializzato sul sostegno. Ulteriori carenze – inoltre –sono state riscontrate in ordine allo svolgimento di attività di laboratorio, nonché del tirocinio, data l’assenza di evidenze circa finalità, durata, luoghi, tempi e modalità attuative”. La sentenza del Tar sul mancato riconoscimento della specializzazione sostegno conseguita in Romania potrebbe rappresentare un punto di svolta significativo nell’accreditamento e convalida dei titoli conseguiti con più facilità all’estero.