2023 un altro anno difficile.
2023 un altro anno difficile. L'analisi di G. Tagliapietra necessita di un'integrazione

Il 2023 è stato un altro anno difficile. L’intervento di Gianni Tagliapietra lo conferma. Purtroppo ccorre aggiungere altri aspetti passati in secondo piano.

Report scuola 2023. L’analisi impietosa di Gianni Tagliapietra

Confermato il segno meno. La conferma proviene da un articolo di G. Tagliapietra (Gilda Venezia- Gilda degli insegnanti) che individua tre nodi:
Sono le scelte che faranno ricordare il 2023 come anno spartiacque nel sistema di istruzione. La prima è l’introduzione del Liceo Made in Italy che apre la strada alla revisione del sistema liceale curvandolo ai bisogni dell’economia e dell’impresa, la seconda è la creazione con i soldi del PNRR della figura del tutor e dell’orientatore nella scuola secondaria di secondo grado. Queste figure, di fatto ausiliarie alla concezione della centralità dello studente/famiglia intesi come clienti nel mercato della formazione, si inseriscono nel contesto dell’organizzazione della didattica come elementi di disturbo e confusione della prassi della libertà di insegnamento in capo ai singoli docenti, ai consigli di classe e ai collegi dei docenti. Sono figure pagate molto di più che altre funzioni essenziali (si pensi ai penosi riconoscimenti dei coordinatori di classe pagati con il FIS) e con una temporaneità stabilita dall’utilizzo dei fondi del PNRR (due anni)…E’ facile immaginare come questi provvedimenti siano solo di facciata per usare i soldi del PNRR senza alcuna ricaduta positiva per la didattica… Si tratta della distruzione dell’istruzione tecnica e della scomparsa dell’istruzione professionale statale. Il tutto porterà ad una riduzione nel medio periodo di almeno il 20% degli organici degli istituti coinvolti. Sarà solo l’inizio. E’ ipotizzabile che il sistema di istruzione superiore quadriennale coinvolgerà anche il settore liceale con  tutte le prevedibili conseguenze in termini di preparazione complessiva degli studenti”.

Le criticità che completano l’elenco

Purtroppo, l’elenco non comprende solo questi aspetti. Il sistema scuola è complesso. In esso confluiscono aspetti didattici, amministrativi, organizzativi, logistici… Quindi altri nodi occorre aggiungere. Attenzionati dai mass media duarnte il periodo del Covid, oggi sono passati in secondo, terzo piano, confermando quando sia labile la memoria collettiva e condizionata dalle emergenze. Il loro declassamento li ha resi pulviscolari. In primis le classi pollaio, segue la mancanza di sistemi di areazione e ricambio d’aria.
Il sovraffollamento delle classi è stato rinviato. Il suo superamento è stato correlato al decremento demografico. Stessa sorte per i sistemi di areazione e ricambio d’aria. Tutto è in mano alle Regioni (poche), manca una regia nazionale. Questi due nodi possono essere accomunati a quello relativo all’insicurezza degli edifici scolastici. Se non ci fosse Cittadinanzattiva con il suo report annuale…