Camera dei Deputati
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Approvata in extremis, essendo fissato al 31 dicembre il termine, la Manovra 2024 è ora legge. Ѐ arrivato infatti il via libera anche dalla Camera, con 200 sì, 112 no e 3 astenuti, scampando il pericolo dell’esercizio provvisorio. La legge di Bilancio, che vale 28 miliardi, contiene misure che spaziano dal lavoro, alle pensioni, all’energia, alla casa, alla sanità. “Con riferimento all’esame della legge di bilancio, l’esame del Senato ha prodotto una serie di cambiamenti che hanno nel complesso” prodotto “un miglioramento di tutti i saldi di finanza pubblica“. Questo il commento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in commissione Bilancio alla Camera. Vediamo cosa è contenuto in merito alla scuola.

Manovra, le novità per la scuola: dal fondo CCNL all’organico aggiuntivo ATA

Riportiamo le previsioni contenute in Manovra riguardo la scuola.

L’Articolo 10, dedicato al CCNL 2022/24 parte economica, prevede un rifinanziamento del fondo CCNL per il personale pubblico triennio 2022-2024. Per il rinnovo del triennio contrattuale 2022-2024 dei lavoratori dei settori pubblici, oltre all’indennità di vacanza contrattuale attualmente percepita, viene previsto:

  • per il 2024 un incremento dell’indennità di vacanza contrattuale (IVC) pari a 6,7 volte il suo valore annuale che è stato già disposto con il DL n.145/2023
  • ulteriori 3 miliardi di euro per un importo complessivo di 5 MLD di euro a regime, pari a un incremento del 5,78%.

In merito poi all’organico aggiuntivo ATA l’articolo 63 commi 1, 2, 3 e 4, con riguardo all’Agenda Sud, al comma 1 prevede la proroga fino al 15 aprile 2024 degli incarichi temporanei del personale ATA, previsti dall’art. 21 commi 4 bis e 4 bis.1 del DL 75/23 convertito in L. 112/2023 fino al 31 dicembre 2023 per:

  • attività di supporto tecnico, finalizzate alla realizzazione dei progetti finanziati dal PNRR di cui hanno le istituzioni scolastiche hanno la diretta responsabilità in qualità di soggetti attuatori,
  • contrastare la dispersione scolastica e ridurre i divari territoriali e negli apprendimenti, nelle istituzioni scolastiche statali del primo e del secondo ciclo di istruzione di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia individuate nell’ambito del piano “Agenda Sud” sulla base dei dati relativi alla fragilità negli apprendimenti.

A tal fine, nel comma 2, sono stanziate risorse pari a 50,33 milioni di euro. Al comma 3, al fine di potenziare l’organico dei docenti per l’accompagnamento dei progetti pilota del piano «Agenda Sud» (avviato nel 2023/24 con il DL 123/2023 art. 10 comma 2), è autorizzata per l’anno scolastico 2024/2025 la spesa di 3.333.000 euro per il 2024 e 10.000.000 euro per il 2025. Nel comma 4 viene autorizzata la spesa di 40 milioni di euro per proseguire le iniziative e i progetti (avviati con il DL 123/2023 art. 10 comma 3) per ridurre i divari territoriali, contrastare la dispersione scolastica e l’abbandono precoce, nonché prevenire processi di emarginazione sociale nelle istituzioni scolastiche statali, anche per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, individuate sulla base dei dati relativi alla fragilità negli apprendimenti, come risultanti dalle rilevazioni nazionali dell’INVALSI.

Sono previste poi le seguenti azioni e iniziative:

  • rafforzare le competenze di base degli studenti
  • promuovere misure di mobilità studentesca per esperienze fuori contesto di origine
  • promuovere l’apprendimento in una pluralità di contesti attraverso modalità più flessibili dell’organizzazione scolastica e strategie didattiche innovative
  • promuovere il supporto socio-educativo.

L’Articolo 63, comma 5 è rivolto all’Agenda SUD e al fondo per i tutor. Il comma finanzia le attività di “tutor, orientamento, coordinamento e sostegno della ricerca educativo-didattica e valutativa, funzionali ai processi di innovazione e al miglioramento dei livelli di apprendimento”. Il fondo, istituito dalla legge 197/2022, con la dotazione iniziale di 150 milioni di euro per l’anno 2023, è incrementato di 42 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025. Le modalità e i criteri di utilizzo delle risorse sono definiti in sede di contrattazione collettiva integrativa nazionale insieme a ulteriori finanziamenti individuati dal CCNL Istruzione e Ricerca o da altri finanziamenti europei. Si assegna priorità alle attività realizzate dalle istituzioni scolastiche individuate nell’ambito del piano «Agenda Sud» sulla base dei dati relativi alla fragilità negli apprendimenti, come risultanti dalle rilevazioni nazionali dell’INVALSI.

Abbonamenti giornali e formazione docenti

L’Articolo 62, comma 7 prevede l’acquisto di abbonamenti ai giornali da parte delle istituzioni scolastiche. Il comma ribadisce i contenuti dell’art. 1 c. 389 della legge 160/2019 abrogandone i commi 390 e 391. Ciò comporterà il mantenimento della possibilità delle scuole statali e paritarie di ricevere un contributo fino al 90 per cento per l’acquisto di uno o più abbonamenti a periodici e riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale. Il contributo non sarà più riconosciuto né per l’acquisto effettuato dalle scuole né per i singoli studenti che partecipano a programmi per la promozione della lettura critica e l’educazione ai contenuti informativi.

Previsto anche un piano nazionale di formazione del personale docente. Nel testo troviamo un’autorizzazione di spesa di 39,4 mln di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 per l’integrazione del Piano nazionale di formazione del personale docente e ATA.

FUN Dirigenti Scolastici

Al fine di adeguare la retribuzione di posizione di parte variabile dei dirigenti scolastici, il fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e risultato, di cui all’articolo 4 del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dell’Area V della dirigenza per il secondo biennio economico 2008-2009, sottoscritto in data 15 luglio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 2010, è incrementato di 700.000 euro per l’anno 2024 e di 3.000.000 di euro annui a decorrere dall’anno 2025, al lordo degli oneri a carico dello Stato. I predetti importi sono destinati alla retribuzione di posizione di parte variabile dei dirigenti scolastici.