anno 2024
Numero 2024

Il Governo ha approvato in via definitiva l’ultima Legge di Bilancio, pertanto le nuove misure entreranno ufficialmente in vigore a partire da gennaio 2024 o al più tardi dalla pubblicazione dei relativi decreti attuativi. Vediamo nel dettaglio quali sono in sintesi le novità su pensioni e fisco.

Legge di Bilancio 2024 in sintesi: le novità sulle pensioni

Come precedentemente anticipato, nel 2024 sarà complessivamente più difficile andare in pensione. Se da un lato per lasciare il lavoro con la pensione di vecchiaia bisognerà sempre attendere i 67 anni di età ed almeno 20 anni di contributi versati, per accedere alla pensione anticipata sarà invece necessario rispettare una serie di requisiti più stringenti rispetto al passato. Per la pensione anticipata ordinaria restano validi 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Allo stesso modo resta attiva Quota 41 per i lavoratori precoci. Dal punto di vista invece delle novità abbiamo:

  • Quota 103: accesso alle pensione con 62 anni di età e 41 di contributi + assegno calcolato con il sistema contributivo puro e tetto massimo pari a 4 volte il minimo + finestre di decorrenza più lunghe (da 3 a 7 mesi per i dipendenti privati e da 6 a 9 mesi per quelli pubblici);
  • Ape sociale: riservata a disoccupati, caregiver, invalidi civili, lavoratori gravosi + età minima per l’accesso 63 anni e 5 mesi;
  • Opzione donna: riservata a disoccupate, caregiver, invalide al 74% + età che sale a 61 anni con la riduzione di un anno per ogni figlio avuto fino ad un massimo di due anni + 35 anni di contributi + assegno calcolato interamente con il sistema contributivo;
  • rivalutazione degli assegni: adeguamento del 5,4%, ma solo per i pensionati che prendono un trattamento fino a 4 volte il minimo, fino ad arrivare all’1,2% per chi percepisce un assegno pari a oltre 10 volte il minimo.

I principali cambiamenti sul fisco

  • Iva: stop all’iva agevolata su assorbenti, pannolini e prodotti per l’infanzia che passa dal 5 al 10%;
  • affitti: cedolare secca al 21% per gli affitti brevi, ma solo per il primo immobile, dal secondo in poi si passa al 26%;
  • scaglioni Irpef: si passa da 4 a 3 aliquote con le prime due che si accorpano all’aliquota più bassa;
  • cuneo fiscale: confermato il taglio del cuneo fiscale con uno sgravio del 6% fino a 35 mila euro di reddito e del 7% fino a 25 mila euro di reddito.