organico aggiuntivo ATA
organico aggiuntivo ATA

Annunciata con trionfo la proroga dell’organico aggiuntivo ATA sta destando criticità tra il personale coinvolto. Immediata è stata dunque la protesta. Il problema risiede infatti nel mancato rinnovo del contratto di molti assistenti amministrativi e tecnici della scuola che, non solo non sanno se vedranno questa annunciata proroga, ma non conoscono nemmeno la durata degli eventuali contratti.

Organico aggiuntivo ATA: i fondi delle scuole

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso il PNRR, ha stanziato 2,1 miliardi di euro nell’ambito del progetto “Scuola 4.0”. Questo importante finanziamento ha lo scopo di trasformare le classi tradizionali in ambienti di apprendimento innovativi e sviluppare laboratori per le professioni digitali del futuro. Parallelamente, si è voluto promuovere un programma di formazione alla transizione digitale per il personale scolastico. In seguito a questo piano, gli istituti scolastici hanno avuto l’opportunità di richiedere organico aggiuntivo ATA, includendo collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi. Il processo ha portato all’assunzione di circa 9.000 unità di personale, grazie ai fondi del piano Agenda Sud e del PNRR, con contratti inizialmente previsti fino al 31 dicembre 2023.

Il testo del Decreto Legge n. 145/2023, poi convertito nella Legge n. 191/2023, ha però denotato criticità circa quella che doveva essere una proroga dell’organico aggiuntivo ATA fino al 30 giugno 2024. Il provvedimento parla di proroga dei contratti per 3.166 assistenti (tecnici e amministrativi) fino al 30 giugno 2026. Mentre sarà solo fino al 15 aprile 2024 la proroga per i collaboratori scolastici, grazie alle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2024. Per gli assistenti amministrativi e tecnici però, sebbene la proroga sia prevista fino al 30 giugno 2026, tutto dipenderà dalla disponibilità dei fondi di ogni scuola. Il Ministero, a tal proposito, ha predisposto dei fogli di calcolo e delle simulazioni che dovrebbero permettere la proroga dei contratti, ma da quello che si apprende emergono ancora numerose criticità.