stipendio supplenti
stipendio supplenti

Ancora supplenti brevi senza stipendio. Intorno alla questione, soprattutto nelle ultime settimane, si è alzata la protesta non solo dei precari direttamente interessati dai ritardi nei pagamenti, ma anche dei sindacati e di alcuni esponenti politici. Del resto siamo di fronte ad una problematica che dura da troppi anni senza essere stata ovviata da chi si è alternato a capo di viale Trastevere nel corso del tempo. Una speranza si era accesa nell’estate quando il Ministro Valditara aveva garantito che l’iter burocratico di approvazione e avvio dei pagamenti sarebbe stato snellito e velocizzato. Ma col nuovo anno scolastico il tutto è tornato a ripetersi con gli stessi ritardi: insegnanti che hanno iniziato a lavorare da settembre devono ancora percepire il primo accredito. Nelle scorse ore sulla tematica è intervenuto anche il M5S.

Antonio Caso (M5S): “Pretendiamo una soluzione rapida”

Ci sono migliaia di docenti precari per i quali le feste si sono concluse senza aver percepito lo stipendio, addirittura da settembre. È una situazione assurda, che rappresenta un unicum in Europa, per la quale pretendiamo una soluzione rapida a garanzia di questi lavoratori e delle loro famiglie”. Questo l’incipit dell’intervento di Antonio Caso, capogruppo M5S, in commissione Istruzione alla Camera, il quale ha poi aggiunto: “Vigileremo attentamente affinché già nella prossima settimana il ministero dell’Istruzione adempia al proprio impegno garantendo la legittima retribuzione a questi docenti, che hanno dovuto far fronte con difficoltà enormi a questi mesi senza stipendio. Ma soprattutto ci aspettiamo una soluzione strutturale affinché situazioni come queste non debbano ripetersi mai più in futuro.”

Stipendi supplenti brevi: le recenti precisazioni del Ministero

Il Ministero, proprio a seguito delle sempre più diffuse proteste, è intervenuto di recente chiarendo, tramite il Capo Dipartimento per le Risorse umane, finanziare e strumentali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Jacopo Greco, che sarà prevista l’emissione speciale per i precari per l’11 gennaio. Il dirigente ministeriale ha voluto anche evidenziare come la problematica perduri dal 2013, e come la stessa sia il frutto di problemi burocratici che coinvolgono più ministeri e diverse istituzioni. Nonostante questa situazione, a dicembre 2023, il Ministero è riuscito a pagare circa 55mila precari, un risultato significativo data la complessità della questione. Inoltre, è stata concordata con il Ministero dell’Economia e delle Finanze un’assegnazione straordinaria per l’11 gennaio, per effettuare i 15mila pagamenti rimanenti e le mensilità di dicembre ancora non retribuite.