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Dopo la conferma circa le irregolarità avvenute durante lo scorso test d’ingresso di Medicina, è ormai chiaro che la prima sessione della prova prevista per il mese di febbraio 2024 slitterà almeno a marzo. Nel frattempo, si stanno delineando alcune proposte al fine di superare il modello dei TOLC ritenuto dalla maggioranza inadeguato.

Come cambierà il test d’ingresso di Medicina 2024?

È ormai ufficiale che a febbraio non ci sarà alcun test d’ingresso di Medicina. A confermare il posticipo della prova è stata la stessa ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, la quale su Facebook ha dichiarato che per il prossimo TOLC i quesiti saranno pescati da una banca dati pubblica ed aperta. Ciò ovviamente richiederà “un piccolo margine di tempo aggiuntivo per organizzare le prove”. L’obiettivo è dunque quello di superare il modello dei TOLC con un “meccanismo più equo che premi merito e conoscenze”. Questo, però, sarebbe solo il primo step che dovrebbe portare ad un sistema d’accesso a Medicina del tutto nuovo.

La proposta per superare i TOLC

In un’intervista rilasciata a La Repubblica, la ministra Bernini ha dichiarato: “Siamo già indirizzati su un percorso di riforma complessiva per l’iscrizione a Medicina: l’idea è consentire agli studenti di frequentare corsi caratterizzanti, sostenere degli esami e accedere alla facoltà in base all’esito. La preparazione sarà nelle mani delle università, non più di corsi extra-accademici”. Una soluzione ispirata quindi al cosiddetto modello francese anche se, stando sempre alle parole della Bernini, sarebbe meglio parlare di un modello tutto italiano. “In Francia il ‘periodo filtro’ è molto lungo e ha generato criticità”. Ha dichiarato la ministra. “La mia idea è un lasso di tempo molto più breve, tipo un semestre”.

In questo modo, gli studenti inizierebbero ad accedere liberamente a facoltà come Biotecnologie Mediche o Scienze Motorie e, dopo un semestre, chi riuscirà a superare tre esami specifici potrà iscriversi ad un test che stabilirà la propria posizione nella graduatoria nazionale per l’accesso a Medicina. Coloro che non supereranno questi esami potranno comunque continuare il proprio corso di studi o scegliere un altro percorso universitario senza perdere l’anno. È probabile, però, che questo secondo passaggio avvenga non prima del 2025.