Liceo del Made in Italy
Liceo del Made in Italy

Il progetto del Liceo del Made in Italy sta affrontando una forte opposizione da parte di PD, M5S e Verdi Sinistra, con critiche che emergono da vari settori dell’ambito educativo.

Le dichiarazioni degli esponenti dell’opposizione contro il Liceo del Made in Italy: ‘solo propaganda’ per il PD

Irene Manzi del PD ha espresso nette perplessità: “Una proposta propagandistica, fatta di corsa e calata dall’alto: il liceo del Made in Italy è un flop bocciato da famiglie, docenti e dirigenti scolastici a dimostrazione che le riforme della scuola ispirate alla propaganda non funzionano”.

Manzi ha inoltre sottolineato la mancanza di una struttura adeguata per la riforma, citando l’assenza di un regolamento chiaro e di definizioni precise per le discipline e i profili post-diploma.

Ha messo in luce anche i rischi che questa riforma comporta per il liceo economico sociale (LES), una realtà già consolidata e apprezzata. “Le riforme vanno costruite con il mondo della scuola e non contro,” ha concluso Manzi, criticando la confusione del ministro Valditara e invitandolo a rivedere l’approccio.

Le perplessità del M5S: ‘Sono molti gli istituti che hanno bocciato il progetto’

Dal canto loro, gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno definito il progetto un “flop annunciato“, evidenziando la scarsa accoglienza nelle scuole e l’inadeguatezza del governo nel comprendere le esigenze del mondo dell’istruzione.

Hanno ricordato un episodio in cui Giorgia Meloni aveva presentato con entusiasmo l’iniziativa, ma hanno sottolineato che la realtà si è rivelata ben diversa, con gli istituti che hanno bocciato il progetto, costringendo il governo a posticipare i termini per le adesioni. Hanno enfatizzato la necessità di collaborare con la comunità scolastica per sviluppare riforme efficaci, criticando l’approccio top-down adottato da Valditara ed Urso.

Alleanza Verdi Sinistra: ‘Il fallimento annunciato quello del Liceo Made in Italy’

Elisabetta Piccolotti, dell’Alleanza Verdi Sinistra, ha descritto il Liceo del Made in Italy come un “fallimento annunciato”, una mossa di propaganda priva di una visione chiara e di programmi definiti. Ha evidenziato l’opposizione da parte di dirigenti, genitori e docenti, con una particolare resistenza mostrata dai collegi docenti dei Licei economici e sociali alla trasformazione in Made in Italy.

Piccolotti ha sollevato, infine, dubbi sulla procedura di riconvocazione dei collegi docenti che si erano espressi contro la trasformazione, interrogandosi su possibili pressioni subite e annunciando l’intenzione di presentare un’interrogazione al Ministro Valditara per chiarimenti su questo processo.