Valditara rassicura sui pagamenti dei supplenti brevi
Valditara rassicura sui pagamenti dei supplenti brevi

I ritardi nei pagamenti dei precari destinatari di supplenze brevi si ripetono immancabilmente ogni anno. L’attesa che porta al primo accredito si attesta solitamente intorno ai 4 mesi. E sebbene ogni governo prometta di trovare una soluzione, ad ogni anno scolastico si ripresenta lo stesso problema. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in una recente intervista a La Stampa, ha fatto il punto della situazione spiegando le ragioni di questi ritardi e il suo impegno nell’apportare migliorie.

Supplenze brevi, i ritardi nei pagamenti si protraggono da 11 anni

Era l’estate 2023 quando il Ministro Valditara aveva promesso che nell’a.s 2023/24 non si sarebbero più ripetuti gli stessi ritardi degli scorsi anni nei pagamenti delle supplenze brevi. Il problema, come era stato fatto notare già allora, risiede nell’eccessiva burocrazia e nell’intricatezza dell’iter che porta a far partire gli accrediti. La procedura andrebbe snellita ma nessuno finora è ancora riuscito a farlo.

Valditara ha sottolineato che l’11 gennaio Noipa ha effettuato un’emissione straordinaria per regolare le posizioni inevase a dicembre. “Si tratta purtroppo di un problema strutturale che coinvolge più istituzioni e che si ripresenta dal 2013 con ritardi anche più gravi di quelli di quest’anno,” ha dichiarato il Ministro, il quale ha anche aggiunto come la situazione sia anche aggravata dall’imprevedibilità delle supplenze. Lo stesso ha poi affermato: “È una situazione inaccettabile e sono ben consapevole che si tratta di un problema che crea serie difficoltà. Se non sono stati capaci di risolverlo in 11 anni diversi governi vuol dire che è una questione molto complessa.

Alla luce di tutto ciò Valditara ha comunque espresso fiducia nel fatto che il suo governo sarà il primo a trovare una soluzione strutturale a questo problema persistente. Il Ministro ha quindi ribadito l’impegno del suo dicastero, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per lavorare a una soluzione definitiva.