Nuove regole CCNL 2019/21, riunioni per attività funzionali (40+40) anche a distanza: tutti i dettagli

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Nuove regole CCNL 2019/21Riunioni collegiali e attività funzionali possono ora svolgersi a distanza, secondo il nuovo CCNL istruzione. Questa novità, introdotta nel contratto definitivamente firmato, rappresenta un importante cambiamento nel settore dell’istruzione. Tuttavia, è essenziale notare che queste attività a distanza non devono avere un carattere deliberativo.

Nel nuovo CCNL 2019/21 previsto lo svolgimento a distanza delle riunioni collegiali per le attività funzionali

In particolare, il contratto stabilisce che, attraverso il regolamento d’Istituto, è possibile organizzare a distanza le due ore di programmazione didattica collegiale per i docenti della scuola primaria. Questa disposizione si riferisce specificamente all’art. 43 (Attività dei docenti), comma 5, e ad alcune attività del comma 3, lett. a) e b), purché non siano deliberative.

Inoltre, il nuovo contratto apre la possibilità di estendere lo svolgimento a distanza anche alle attività deliberative, come specificato nel comma 3, lett. a) e b), basandosi sui criteri definiti dal MIM e previo confronto come da art. 30, comma 9, lett. a).

Le attività funzionali menzionate nel contratto includono la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, la programmazione e verifica di inizio e fine anno, l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini e sull’andamento delle attività educative. Queste attività possono arrivare fino a 40 ore annue.

Si alle attività funzionali a distanza come nel periodo della pandemia da Covid-19

Inoltre, rientrano in queste funzioni la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione e i gruppi di lavoro operativo per l’inclusione, con un impegno che può raggiungere le 40 ore annue, soprattutto per gli insegnanti con un numero di classi superiore a sei.

È importante sottolineare che saranno i Regolamenti di istituto a determinare quali attività includere e in quali circostanze. Questa prassi, che si era già diffusa nel periodo post-pandemia di Covid-19, viene ora formalmente recepita nel testo del contratto, segnando un passo significativo verso la modernizzazione e l’adattabilità nel settore dell’istruzione.

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